Chiara Petrolini a processo per il duplice omicidio dei figli: la prima udienza il 30 giugno

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Non avrà ancora compiuto 22 anni e non sarà passato un anno dal ritrovamento dei corpi dei suoi due figli neonati quando Chiara Petrolini comparirà per la prima volta davanti alla Corte di assise. L’udienza è stata fissata per il 30 giugno, come stabilito dalla giudice per l’udienza preliminare Gabriella Orsi, che ha rinviato a giudizio la giovane di Traversetolo, in provincia di Parma, per tutti i reati contestati dalla Procura: duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla discendenza, e soppressione dei cadaveri.

L’esito dell’udienza preliminare era atteso e privo di sorprese. “L’assise è la sede naturale per questo processo”, ha dichiarato l’avvocato Monica Moschioni, che assiste Samuel Granelli, ex fidanzato di Chiara e padre dei due neonati, costituitosi parte civile insieme ai suoi genitori. La giudice ha invece escluso l’associazione ‘La Caramella Buona’, ritenendo che la tutela dei neonati non rientri nel suo statuto.

Durante l’udienza, durata circa quattro ore e tenutasi a porte chiuse, la difesa, rappresentata dall’avvocato Nicola Tria, ha richiesto la riqualificazione dei fatti nel meno grave reato di infanticidio e l’esclusione della premeditazione. Tuttavia, il giudice ha accolto la linea della Procura, rappresentata dal procuratore Alfonso D’Avino e dalla pm Francesca Arienti, che ha guidato le indagini svolte dai carabinieri del nucleo investigativo.

Uno dei temi centrali sarà la valutazione della capacità di intendere e di volere della giovane. La difesa ha già depositato una consulenza tecnica psichiatrica che attribuisce a Chiara una piena incapacità mentale, e non è esclusa la richiesta di una perizia in fase dibattimentale. L’accusa, però, sostiene il contrario e ha già prodotto documentazione specialistica per dimostrare che la lucidità dimostrata dalla ragazza nell’affrontare due gravidanze in segreto, partorendo da sola e seppellendo i neonati nel giardino di casa, è incompatibile con un vizio di mente.

Il primo parto risale al 12 maggio 2023, il secondo al 7 agosto 2024. I resti del secondo figlio sono stati scoperti casualmente pochi giorni dopo il parto, mentre la famiglia era in vacanza negli Stati Uniti. Le indagini successive hanno portato al ritrovamento anche del corpo del primo neonato. Secondo l’accusa, Chiara avrebbe provocato la morte di entrambi tagliando loro il cordone ombelicale senza alcun supporto medico. I carabinieri hanno accertato che ha agito da sola, e i genitori, inizialmente indagati per una presunta complicità, sono stati definitivamente archiviati.

Il processo inizierà tra circa un mese, ma nel frattempo è possibile che si tenga una nuova udienza al Tribunale del Riesame di Bologna per valutare la richiesta della Procura di applicare la custodia cautelare in carcere, dopo il rinvio della Cassazione. Pur evidenziando una “elevatissima capacità mistificatoria e una non comune determinazione criminale”, la Suprema Corte ha ritenuto che i fatti si siano svolti in “condizioni non più presenti né ripetibili”. Per questo motivo Chiara Petrolini rimane agli arresti domiciliari nella villetta di Traversetolo, luogo in cui tutto è accaduto.

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