La difesa di Alberto Stasi ha annunciato l’intenzione di presentare una relazione tecnica alla Procura di Pavia, sollecitando ulteriori analisi su due impronte digitali rinvenute sulla scena del crimine dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco. Le impronte in questione, denominate “impronta 33” e “impronta 10”, potrebbero contenere tracce di sangue o DNA di soggetti non ancora identificati.
Focus sull’impronta 33: possibile presenza di sangue
L’impronta 33 è stata attribuita ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e attualmente indagato. Secondo la difesa di Stasi, l’impronta potrebbe contenere tracce di sangue, ipotesi basata sulla colorazione rosata osservata durante le analisi con reagente chimico (ninidrina). Tuttavia, la Procura ha precisato che la colorazione è dovuta al reagente stesso e non indica necessariamente la presenza di sangue.
Impronta 10: alla ricerca di DNA ignoto
L’impronta 10, rinvenuta sul muro delle scale che conducono al seminterrato della villetta, non è stata ancora attribuita a nessun soggetto noto. La difesa di Stasi richiede analisi approfondite per verificare la presenza di DNA che potrebbe appartenere a una persona diversa sia da Stasi che da Sempio.
Altre impronte senza identità
Oltre alle impronte 33 e 10, sono state individuate altre sei impronte digitali sulla scena del crimine che non corrispondono né a Stasi né a Sempio. Queste impronte, trovate sulla porta di casa e sul muro delle scale, potrebbero appartenere a soggetti non ancora identificati e potrebbero fornire nuovi elementi per le indagini.
Prossimi sviluppi
Un incidente probatorio è previsto per il 17 giugno 2025, durante il quale verranno discussi i risultati delle nuove analisi richieste dalla difesa. La possibilità di individuare tracce di sangue o DNA ignoto potrebbe riaprire scenari investigativi nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi.
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