Calabria: al via il progetto di tutela del Fratino con il primo inanellamento scientifico​

La Calabria si impegna attivamente nella conservazione del Fratino (Charadrius alexandrinus), un piccolo uccello costiero protetto e simbolo delle spiagge sabbiose italiane. Il 6 maggio 2025, a Punta Alice, nel territorio di Cirò Marina, è stato inanellato il primo pullo di Fratino mai registrato nella regione, segnando l’inizio di un importante progetto di monitoraggio scientifico .

Obiettivi del progetto

L’iniziativa, coordinata da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e sostenuta dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Amendolara, mira a:​

  • Raccogliere dati sui percorsi migratori, la durata della vita e i comportamenti riproduttivi del Fratino.​
  • Monitorare e proteggere i siti di nidificazione lungo le coste calabresi.​
  • Sensibilizzare la popolazione locale sull’importanza della conservazione degli habitat costieri.​

Gli anelli alfanumerici applicati alle zampe degli uccelli permetteranno di tracciare nel tempo i movimenti e le abitudini dei singoli esemplari, fornendo informazioni preziose per la tutela della specie .​

Un ritorno significativo

Dopo oltre quarant’anni di assenza, il Fratino è tornato a nidificare a Punta Alice, un segnale positivo per la biodiversità calabrese. Tuttavia, la specie resta a rischio a causa di minacce come:​

  • Disturbo da parte di veicoli fuoristrada che attraversano le spiagge.
  • Pulizia meccanica delle spiagge durante il periodo di nidificazione.​
  • Presenza di cani vaganti che possono distruggere i nidi .​

Coinvolgimento della comunità

Il progetto coinvolge attivamente la comunità locale, con l’obiettivo di promuovere comportamenti responsabili e rispettosi dell’ambiente. La LIPU di Rende e il Gruppo Fratino Calabria, attivi dal 2019, continuano a monitorare e proteggere i nidi lungo le coste, collaborando con volontari e cittadini per garantire la sopravvivenza della specie .​

Prospettive future

Il successo di questo progetto potrebbe servire da modello per altre regioni costiere italiane, dimostrando l’efficacia della collaborazione tra enti di ricerca, associazioni e comunità locali nella conservazione delle specie minacciate. La protezione del Fratino non è solo una questione di biodiversità, ma rappresenta anche un impegno verso la salvaguardia degli ecosistemi costieri e delle tradizioni locali ad essi legate.

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