BARI – Sgominata rete di spaccio legata al Clan Misceo: otto misure cautelari nel barese

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Una nuova offensiva contro la criminalità organizzata scuote la provincia di Bari. Nella mattinata odierna, la Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone, tutte gravemente indiziate di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti aggravati dal metodo mafioso. L’operazione, disposta dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha colpito una rete criminale legata al clan Misceo, radicato a Noicattaro e attivo anche nei comuni limitrofi.

L’indagine – ancora nella sua fase preliminare – è stata condotta dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Bari e ha messo in luce l’esistenza di una vera e propria organizzazione strutturata, in grado di garantire un servizio di spaccio continuo nel centro storico di Noicattaro, con ramificazioni anche nei quartieri della movida barese attraverso un sistema “a chiamata”.

Linguaggio in codice e punti di stoccaggio
Singolare l’uso di un linguaggio cifrato da parte degli affiliati: “bob” indicava la marijuana, “giubbotto della Versace” la cocaina, mentre con “limoni” si faceva riferimento all’hashish. I riscontri investigativi hanno portato al sequestro di oltre 40 kg di sostanze stupefacenti, una pistola con munizioni, e all’individuazione di cinque depositi – le cosiddette “cupe” – utilizzati per lo stoccaggio della droga.

Nel corso delle indagini sono stati arrestati anche sette corrieri colti in flagranza di reato, a conferma della fitta rete di distribuzione messa in piedi dal sodalizio.

Le radici del potere: il carcere come centro operativo
Le forze dell’ordine hanno accertato che la cabina di regia dell’organizzazione faceva capo al carcere di Napoli-Secondigliano, dove alcuni esponenti del clan Misceo erano già reclusi per altri reati. Proprio da lì sarebbero partite le direttive per la gestione delle piazze di spaccio e delle attività logistiche.

Il clan Misceo è già noto alle autorità giudiziarie per il suo coinvolgimento in precedenti inchieste antimafia, come “Ampio Spettro”, e per essere stato oggetto di una sentenza del GUP di Bari nel 2023 che ne ha certificato la matrice mafiosa.

Un nuovo tassello nella lotta alla mafia pugliese
Questa operazione si inserisce in un più ampio piano di contrasto alla criminalità organizzata che sta interessando tutta la regione Puglia. Le autorità confermano che l’attività repressiva proseguirà con determinazione, con l’obiettivo di smantellare le reti mafiose radicate sul territorio e restituire sicurezza ai cittadini.

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