Mark Samson: il 23enne accusato del femminicidio di Ilaria Sula, il cadavere poteva essere nell’auto.

Condividi

Il caso di Mark Samson, il 23enne accusato del femminicidio della sua ex fidanzata Ilaria Sula, continua a destare sconvolgimento e interesse pubblico. La tragica morte della giovane, avvenuta tra il 25 e il 26 marzo a Roma, è stata seguita da un susseguirsi di rivelazioni che mettono in luce dettagli inquietanti sulla personalità e sul comportamento dell’imputato. Tra questi, emerge una testimonianza chiave fornita da Maher Abouzeid, un amico di Samson che ha raccontato il suo punto di vista sull’accaduto.

Il racconto di Maher Abouzeid
Maher Abouzeid, 23 anni, metà filippino e metà egiziano, ha raccontato agli investigatori di aver visto Mark il giorno dopo la morte di Ilaria, in un incontro che inizialmente sembrava essere solo una normale serata tra amici. “Abbiamo fatto serata e rimorchiato due turiste”, ha spiegato Abouzeid, che ha descritto Samson come inizialmente pensieroso e scosso, ma successivamente tornato a comportarsi come il “solito Mark”, rideva, scherzava e cantava.

Un dettaglio che ha attirato l’attenzione degli investigatori è stato il comportamento di Samson riguardo alla sua auto. Secondo Abouzeid, Mark si sarebbe rifiutato di lasciare la macchina incustodita, mostrando una paura immotivata di separarsene, cosa che ha suscitato preoccupazione. “Voglio sperare che non ci fosse il cadavere di Ilaria”, ha dichiarato l’amico, cercando di non immaginare l’orrore che, secondo le indagini, si sarebbe celato nell’auto.

Le contraddizioni nelle versioni di Mark
Nel suo racconto, Abouzeid ha anche messo in evidenza le numerose bugie dette da Samson. Il giovane ha affermato che il giorno prima della morte di Ilaria aveva avuto una rissa con due ragazzi sotto casa di lei, ma questa dichiarazione è stata smentita dalle indagini. Inoltre, durante un incontro con Abouzeid il 31 marzo, Samson ha raccontato della denuncia di scomparsa fatta dai genitori di Ilaria e della reazione emotiva del padre. Tuttavia, le sue parole sembravano essere cariche di ambiguità e, secondo l’amico, il giovane stava cercando di depistare ulteriormente le indagini.

Un altro dettaglio inquietante emerso durante questo incontro è stata una storia su Instagram di Ilaria che è apparsa nei momenti in cui Mark si trovava a casa di Abouzeid. La ragazza, che sembrava viva, aveva scritto: “Sto bene e ringrazio tutti”. Una storia che ha sollevato ulteriori dubbi sul comportamento di Samson, che aveva anche raccontato di una lettera lasciata da Ilaria, in cui lei sembrava esprimere affetto, ma con parole che non appartenevano al suo solito linguaggio.

Il comportamento sospetto di Mark
La testimonianza di Abouzeid non si ferma qui. Durante un incontro, Samson ha ripetuto una frase che ha lasciato il segno nel giovane amico: “Ho paura della polizia”. Questo comportamento si è intensificato quando i due sono stati fermati da una pattuglia di polizia durante un controllo di routine. Nonostante fosse un controllo ordinario, Mark si è mostrato estremamente nervoso, guardando continuamente indietro e manifestando segni di disagio.

Poco tempo dopo, il corpo di Ilaria è stato ritrovato e Mark è stato arrestato. Abouzeid ha dichiarato di sentirsi come se il suo mondo gli fosse crollato addosso. Non riusciva a credere che il suo amico, che non era mai stato geloso o aggressivo, fosse capace di tanta crudeltà. “Mark è un mostro”, ha concluso l’amico, sottolineando la freddezza e la manipolazione di cui il giovane si sarebbe reso protagonista.

I contatti su Instagram: la prova di un comportamento inquietante
Un altro aspetto che ha sollevato preoccupazioni è il comportamento di Mark su Instagram prima e dopo la morte di Ilaria. Secondo quanto riportato da Fanpage.it, Mark aveva cercato di incontrare una giovane ragazza conosciuta su Instagram il 22 marzo, chiedendole di prendere un caffè insieme. La conversazione, però, non si è conclusa con un incontro, ma un altro messaggio da parte di Samson risale al 27 marzo, pochi giorni dopo la morte di Ilaria: “Ciaooo sei ancora fuori?”.

La ragazza, che ha parlato in anonimato, ha espresso il suo sconforto nel pensare che avrebbe potuto salire sulla stessa auto in cui Mark aveva trasportato il corpo senza vita di Ilaria. Non si trattava dell’unica giovane a essere stata contattata da Mark in quel periodo. Le richieste di incontro e il comportamento sospetto sono stati un ulteriore campanello d’allarme che ha fatto emergere la pericolosità del 23enne.

Conclusioni: Il profilo di Mark Samson
Le nuove rivelazioni emerse nelle indagini stanno dipingendo il ritratto di un giovane manipolatore, freddo e calcolatore, capace di nascondere la sua vera natura dietro una facciata di normalità. La testimonianza di Maher Abouzeid e i dettagli emersi dai messaggi Instagram sembrano confermare le ipotesi degli inquirenti: Mark Samson ha cercato di depistare le indagini e ha mostrato segni di una premeditazione inquietante.

Con il proseguire delle indagini, gli investigatori cercheranno di fare luce su ogni aspetto di questa drammatica vicenda, per capire le reali motivazioni che hanno portato alla morte di Ilaria Sula e per assicurare giustizia alla giovane vittima. Il caso rimane aperto, e ogni nuovo dettaglio potrebbe rivelarsi cruciale per la verità.

The post Mark Samson: il 23enne accusato del femminicidio di Ilaria Sula, il cadavere poteva essere nell’auto. first appeared on ADN24.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *