La Cassazione dice no al ritorno di “padre” e “madre” sulla carta d’identità elettronica: resta la dicitura “genitori”

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Con una sentenza destinata a fare storia, la Corte di Cassazione ha messo la parola fine al dibattito sulla dicitura da utilizzare nella carta d’identità elettronica (CIE) per indicare i genitori dei minori: resta la formula “genitori”, respingendo definitivamente il ritorno ai termini distinti di “padre” e “madre”.

Cassazione conferma la decisione della Corte d’Appello di Roma

Il verdetto è arrivato al termine di una lunga battaglia legale, che ha visto il Ministero dell’Interno (Viminale) proporre ricorso contro la decisione della Corte d’Appello di Roma che già nel 2022 aveva bocciato il tentativo del governo di reintrodurre le diciture “padre” e “madre” nei documenti ufficiali dei minori.

La Cassazione ha confermato la sentenza di secondo grado, sottolineando come la scelta della parola “genitori” sia più inclusiva e rispetti le diverse configurazioni familiari previste dalla legge, comprese quelle delle famiglie omogenitoriali.

Motivazioni della sentenza: inclusività e rispetto della normativa

Nel testo della sentenza, la Suprema Corte ha evidenziato che l’utilizzo del termine “genitori”:

  • Evita discriminazioni nei confronti di bambini con due madri o due padri;
  • È coerente con i principi costituzionali di uguaglianza e non discriminazione;
  • Rispetta la normativa europea in materia di diritti civili e tutela dell’infanzia.

Secondo i giudici, tornare a distinguere tra “padre” e “madre” avrebbe comportato una violazione dei diritti dei minoriappartenenti a famiglie non tradizionali, alimentando disparità di trattamento.

Il ricorso del Viminale: le ragioni del no

Il Ministero dell’Interno aveva giustificato il proprio ricorso con l’argomento secondo cui la distinzione tra “padre” e “madre” rispecchierebbe la verità biologica e contribuirebbe a una maggiore chiarezza amministrativa. Tuttavia, la Cassazione ha respinto questa visione, ribadendo che l’interesse superiore del minore e la tutela della dignità familiare devono prevalere.

Reazioni politiche e sociali

La decisione ha subito innescato un ampio dibattito politico e sociale.

  • Associazioni LGBTQ+ e gruppi per i diritti civili hanno accolto con soddisfazione la sentenza, definendola una vittoria per l’uguaglianza.
  • Al contrario, alcuni partiti di centrodestra hanno criticato la scelta, parlando di una “cancellazione dell’identità familiare tradizionale”.

Conclusioni

La sentenza della Cassazione rappresenta un punto di svolta per il riconoscimento giuridico delle famiglie plurali in Italia. La dicitura “genitori” sulla carta d’identità elettronica non è solo una questione terminologica, ma un simbolo concreto di inclusività e rispetto delle differenze.

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