Questa mattina, presso una cerimonia ufficiale, sono stati riconsegnati alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone 42 reperti archeologici di straordinaria importanza, insieme a 5 riproduzioni moderne. L’evento, tenutosi alla presenza del Prefetto di Crotone e delle principali autorità civili, militari e religiose locali, è il risultato di un’operazione investigativa denominata “Achei”, condotta dal Gruppo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Roma, in collaborazione con la Compagnia Carabinieri di Cirò Marina e coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone.
Le indagini, avviate nel 2017 e concluse nel 2018, hanno portato alla luce un’organizzazione criminale dedita al saccheggio sistematico di siti archeologici. Le squadre di “tombaroli” erano organizzate in maniera meticolosa, con una precisa divisione dei compiti e dei ruoli, garantendo un costante afflusso di reperti destinati al mercato clandestino, sia in Italia che all’estero.
Le operazioni investigative hanno accertato ramificazioni del traffico illecito in paesi come Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia. A seguito delle indagini, sono stati emessi provvedimenti cautelari nei confronti di 23 persone, accusate di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla sottrazione e alla vendita illegale di beni culturali. Inoltre, sono stati effettuati 80 decreti di perquisizione, coinvolgendo altrettanti indagati.
I beni archeologici restituiti, frutto di saccheggi nei siti del territorio calabrese, rappresentano testimonianze di grande rilievo per la comprensione della storia e dell’identità collettiva. Il recupero è stato possibile grazie all’impegno congiunto delle forze dell’ordine, del Ministero della Cultura e di esperti altamente qualificati nel settore della tutela del patrimonio culturale.
L’operazione “Achei” ha evidenziato non solo l’entità dei danni causati dal traffico illecito di reperti, ma anche la necessità di intensificare le misure di contrasto a livello nazionale e internazionale. Grazie a un lavoro investigativo capillare e a una collaborazione tra diverse istituzioni, è stato possibile restituire al patrimonio pubblico beni di inestimabile valore, sottratti alla collettività.
Questa restituzione rappresenta un passo importante nella salvaguardia delle testimonianze storiche che raccontano le radici profonde di una cultura millenaria.
