Reggio Calabria, allarme occupazionale, la UIL denuncia una situazione critica

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La situazione occupazionale in Calabria continua a destare forti preoccupazioni, con dati che evidenziano un mercato del lavoro in difficoltà, soprattutto per i giovani. La Segretaria generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese, ha lanciato un grido d’allarme, sottolineando come i dati pubblicati recentemente dall’Inps siano tutt’altro che rassicuranti. In particolare, la difficoltà di trovare lavoro nella propria regione è una delle problematiche più gravi, con tassi di disoccupazione giovanile che superano quelli nazionali.

I numeri parlano chiaro: nella fascia di età 15-24 anni, il tasso di disoccupazione femminile in Calabria raggiunge il 51,6%, ben oltre la media nazionale che si attesta al 25,2%. Situazione altrettanto critica si registra tra gli uomini, con un tasso di disoccupazione del 41,4% nella stessa fascia di età, rispetto al 21,1% nazionale. Non va meglio nella fascia 25-34 anni, dove il tasso di disoccupazione in Calabria si aggira intorno al 21,8%, più del doppio rispetto al dato nazionale.

Accanto a questi dati, emerge anche un preoccupante numero di persone inattive, che non cercano più lavoro a causa delle scarse prospettive occupazionali. In Calabria, il tasso di inattività è particolarmente elevato, con quasi un milione di persone (958 mila) che non partecipano attivamente al mercato del lavoro.

Pur registrando un aumento numerico dei posti di lavoro, il trend è dominato dalla precarietà. La maggior parte delle nuove assunzioni riguarda contratti a termine, stagionali o intermittenti, che non offrono stabilità e non contribuiscono a creare un vero sviluppo economico duraturo. La crescita occupazionale in Calabria, quindi, è fragile e non in grado di rispondere alle reali esigenze di una regione che soffre di un forte spopolamento giovanile.

La UIL Calabria denuncia anche il persistente gender gap: sebbene ci siano segnali di miglioramento nel resto del Paese, le donne calabresi continuano a essere svantaggiate nel mercato del lavoro. Le statistiche mostrano che le donne occupate sono 196 mila, mentre quelle senza lavoro sono 46 mila, con tassi di occupazione nettamente inferiori rispetto agli uomini.

La segretaria generale della UIL sottolinea la necessità di politiche attive più incisive, che possano contrastare la precarietà e promuovere un lavoro stabile, soprattutto per le categorie più vulnerabili come giovani e donne. La Uil Calabria invita inoltre a rafforzare la collaborazione tra enti pubblici, istituzioni e organizzazioni sindacali per attuare un sistema sinergico capace di monitorare, incentivare e sostenere l’occupazione in modo efficace.

Per Senese, la Calabria ha bisogno di cambiare rotta, puntando su politiche che favoriscano la stabilità lavorativa e la crescita economica inclusiva, attraverso un approccio concertato che coinvolga tutte le forze sociali e politiche regionali.