«Un intervento fondamentale per un territorio che si confronta quotidianamente con un indice di vecchiaia tra i più alti d’Europa. La nuova Legge di Bilancio mette in campo un investimento strategico di 1,6 miliardi di euro destinato ad alleggerire la spesa sanitaria delle persone anziane, introducendo un voucher da 300 euro per i cittadini over 75 con una pensione annua fino a 28mila euro. La misura mira a coprire tutti quei costi medici, specialistici e assistenziali che restano esclusi dalle prestazioni tradizionali del Servizio Sanitario Nazionale, offrendo un sollievo concreto ai bilanci familiari». Lo afferma Rocco Invernizzi, capogruppo regionale di FdI, che sottolinea l’impegno e la serietà dell’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, che ha raggiunto un risultato importante per la Liguria.
«L’attenzione, ha evidenziato l’assessore, deve concentrarsi non solo sull’assistenza diretta all’anziano, ma anche sul prezioso lavoro di cura svolto ogni giorno da famiglie e caregiver, veri e propri pilastri della tenuta sociale sul territorio. La sfida della Regione sarà ora quella di seguire da vicino la definizione dei criteri di ripartizione delle risorse a livello nazionale, garantendo che i fondi arrivino con rapidità e precisione a chi ne ha effettivo diritto – sottolinea Invernizzi –. Per la Liguria, l’integrazione di queste risorse nazionali rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso già avviato nel campo dell’innovazione sociale e delle cure a domicilio. Un’ulteriore conferma dell’efficacia della strategia regionale arriva dai risultati del Progetto Grandi Anziani: due iniziative liguri hanno infatti conquistato i primi due posti della graduatoria nazionale, assicurando al territorio regionale ben 8,4 milioni di euro di finanziamenti dedicati. Questi fondi permetteranno di potenziare la rete dell’assistenza territoriale, favorire le dimissioni protette e garantire una presa in carico continuativa degli anziani fragili. L’obiettivo centrale resta quello di evitare ricoveri impropri nelle strutture ospedaliere, offrendo servizi integrati che permettano alla popolazione anziana di curarsi e vivere dignitosamente all’interno della propria casa e del proprio contesto familiare», conclude Invernizzi.


