La Rari Nantes Florentia, storica società di Lungarno Ferrucci e fucina di talenti, lancia l’allarme sulle difficoltà economiche che mettono alla prova il proprio modello sportivo e sociale. Oggi, durante la conferenza stampa “Bivio Florentia”, davanti a una sala gremita, il presidente Andrea Pieri ha sottolineato la delicatezza del momento, chiedendo risposte concrete e immediate alle istituzioni. Al centro del suo intervento, la necessità di salvaguardare l’attività sportiva, il lavoro e la funzione sociale degli impianti, con impegni capaci di dare certezze al futuro della società.
Un grido d’allarme rilanciato anche dalla Federazione Italiana Nuoto, che nei giorni scorsi ha inviato una nota al alla sindaca di Firenze, Sara Funaro e al Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Le risposte fornite oggi in conferenza dall’assessora Perini, tuttavia, non delineano ancora, nella valutazione della società, misure concrete e adeguate alla gravità della situazione. Servono strumenti e tempi certi per garantire continuità alle attività e ai servizi.
In gioco c’è un patrimonio sportivo che nell’ultima stagione ha prodotto 56 medaglie — 19 ori, 17 argenti e 20 bronzi, comprese le staffette — e 16 nazionali. Risultati che continuano a portare Firenze ai vertici dello sport, costruiti attraverso lavoro quotidiano e investimenti, oggi messi alla prova dal rischio di una riduzione dell’attività agonistica di alto livello.
A pesare sono soprattutto i costi di gestione. Il prezzo medio dell’energia elettrica (PUN) registra un aumento del 91,9%, mentre quello del gas metano (PSV) segna un incremento superiore al 125%. Rincari che si sommano al carovita e alle spese necessarie per gestire sette impianti comunali: personale, manutenzioni, sicurezza, pulizia e servizi. Un carico sempre più difficile da sostenere, che limita la programmazione e riduce le risorse destinate agli atleti.
Ad aggravare il quadro si aggiungono dodici anni di processi sostenuti per difendere la storica sede di Lungarno Ferrucci: un impegno che ha assorbito risorse ed energie, affiancandosi alle responsabilità della gestione quotidiana.
Le preoccupazioni riguardano anche il lavoro. Il rischio di tagli al personale avrebbe conseguenze sui dipendenti, sulle loro famiglie e sull’organizzazione dei servizi, fino a rendere concreta l’ipotesi della chiusura di alcuni impianti.
Le ricadute coinvolgerebbero l’intera comunità. Le piscine sono presìdi sociali dove bambini e ragazzi crescono, gli anziani mantengono movimento e relazioni, le persone con disabilità trovano opportunità di partecipazione. Chiudere un impianto significherebbe impoverire questa rete di servizi e punti di riferimento per le famiglie.
La società prosegue il proprio impegno, ma il futuro ha bisogno di risposte: per gli atleti, per i lavoratori e per chi nella Florentia trova sport, accoglienza e comunità.
