E’ stata inaugurata ieri e si potrà visitare sino al 27 ottobre, all’ex Chiesa Anglicana di Alassio, la mostra di Giuseppe Guidi (1881/1931) “Il segno e l’alchimia”, un’esposizione antologica dedicata ad un artista attivo in una stagione particolarmente feconda dell’arte e della cultura italiana del Novecento. Promossa e organizzata dall’Associazione Amici di Borgo Coscia e curata da Piera e Antonella Olivieri, l’iniziativa intende riportare l’attenzione sulla figura e sulla produzione di Guidi, ricostruendone anche la rete di rapporti con alcune personalità della cultura del suo tempo.
Tra questi occupa un posto rilevante Gabriele d’Annunzio, che conobbe e apprezzò il lavoro di Guidi, raffinato pittore, acquafortista e maestro smaltatore. Il poeta accolse al Vittoriale degli Italiani diverse opere dell’artista, tra cui una Via Crucis, tuttora conservata nel complesso di Gardone Riviera. Il rapporto è documentato anche dai carteggi del Vate, nei quali viene più volte richiamato l’apprezzamento per la produzione di Guidi. La mostra di Alassio intende quindi presentare l’artista non soltanto attraverso le opere, ma anche all’interno del contesto di relazioni che coinvolse arte, letteratura, collezionismo e cultura nell’Italia del primo Novecento.
Un nucleo dell’esposizione è dedicato alle opere realizzate da Guidi sul tema di San Francesco d’Assisi, in occasione degli 800 anni dalla sua morte. Saranno presentati disegni, acqueforti e lastre che documentano la particolare attenzione dell’artista nei confronti della figura del Santo.
L’iniziativa si lega anche alla storia di Emanuele “Nello” Aicardi, genero di Giuseppe Guidi, del quale ricorre il quindicesimo anniversario della scomparsa. Giornalista e uomo di cultura, Aicardi fu impegnato nella promozione di iniziative sociali e associative ad Alassio e nel 1992 ricevette dal Comune di Milano l’Ambrogino d’Oro, diventando la prima personalità non lombarda a ottenere l’onorificenza. Fu anche grazie al suo impegno che a Castel Bolognese, città natale di Guidi, venne costituito un importante nucleo museale destinato alla conservazione e alla valorizzazione delle opere dell’artista.
Il patrimonio fu donato alla città dopo la scomparsa della moglie di Aicardi, Camilla “Milla” Guidi, nel rispetto della volontà di destinare alla città natale del padre un corpus di opere attraverso il quale conservarne e tramandarne la memoria. La mostra alassina si inserisce quindi anche in questa vicenda familiare e culturale, che collega generazioni e città e che oggi permette di ripercorrere la presenza dell’opera di Guidi in alcuni luoghi della memoria culturale italiana, dal Vittoriale degli Italiani al Museo Civico di Castel Bolognese.
La mostra gode del patrocinio del Comune di Alassio, Regione Liguria, Provincia di Savona, Comune di Castel Bolognese, Università degli Studi di Genova, Vittoriale degli Italiani, Museo Civico di Castel Bolognese, AdAC – Archivio Arte Contemporanea e Fondazione M.A.C. – Museo di Ponte San Pietro (Bergamo). Collaborano inoltre alla realizzazione il Lions Club Alassio – Baia del Sole, l’Associazione Vecchia Alassio e l’Istituto Giancardi Galilei Aicardi di Alassio.


