Nel panorama della marineria d’epoca, esistono imbarcazioni capaci di raccontare storie che vanno ben oltre il valore dell’architettura navale. Cadamà, splendido yacht di 22 metri varato nel 1971 dai cantieri Beconcini su disegno del geniale architetto inglese Jack Laurent Giles, è una di queste. Nato dall’ispirazione del celebre industriale Albino Buticchi — noto anche per la sua presidenza del Milan negli anni Settanta — questo ketch bermudiano deve il suo nome al borgo di Cadimare, la cui traduzione dal dialetto spezzino recita poeticamente “casa di mare”. Per decenni ha solcato il Mediterraneo mostrando le sue linee eleganti e le sue imponenti vele di oltre trecento metri quadrati, fino ad aprire un capitolo del tutto nuovo nel 2014, quando la sua rotta si è incrociata con la determinazione e la visione di Andrea Brigatti, 58 anni, milanese, figlio di commercianti, che in questi giorni partecipa insieme al suo team e al timoniere Marino Nigro, al quarantennale delle Vele d’Epoca di Imperia. In seguito a un incidente, il luglio 2003 a Milano, che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, il velista milanese non ha rinunciato al sogno della navigazione d’altura, trovando in Cadamà la piattaforma perfetta da trasformare senza alterarne l’anima classica. “E’ dal 2018 che partecipa a eventi importanti – racconta l’armatore Andrea Brigatti – Il primo è stato il trofeo dell’Accademia di Livorno”. Nella prima regata a Imperia hanno tagliato il traguardo per primi sia in tempo reale che compensato. Attraverso interventi di ingegneria custom, lo yacht si è evoluto nell’unica nave d’epoca al mondo di queste dimensioni completamente accessibile. L’accesso a bordo è garantito da una speciale passerella in carbonio con bordi contenitivi, mentre un elevatore elettrico permette di scendere sottocoperta per fruire in piena autonomia di quadrato, cabine e servizi. Durante la navigazione, speciali sedute ergonomiche a guscio dotate di ruote a scomparsa e cinture di sicurezza multipunto consentono di spostarsi agevolmente tra il timone e le stazioni dei winch, offrendo a tutti le stesse sensazioni di conduzione dell’imbarcazione. Cadamà a Imperia dimostra che la passione per il mare e lo spirito di squadra non conoscono limiti motori. Con l’equipaggio composto da persone disabili e normodati, in tutto 14 persone che lavorano fianco a fianco, l’imbarcazione prende parte a prestigiose regate d’epoca. “Dopo Imperia andremo a Cannes e quindi la barca tornerà a Fiumicino – racconta Brigatti – Cadamà è davvero una barca speciale: organizziamo corsi pilota di vela d’altura e promuoviamo anche crociere e ovviamente team building inclusivi”. Tra le calde essenze di mogano, iroko e teak, ogni rotta percorsa ibadisce una verità fondamentale: sopra una coperta che affronta l’orizzonte, il vento soffia con la stessa intensità per ciascun marinaio.






