Imperia, quel gran genio di D’Ali che ha fatto vincere il Mondiale dei 12 metri

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Pietro D’Alì è nato a Milano il 5 luglio 1963, ma è cresciuto in Riviera. Ha scoperto da giovanissimo la passione per il mare e le barche timonando il gozzo di famiglia. Poi sono arrivate le vittorie, anche quelle più prestigiose. Di medaglie al collo e coppe alzate, nella sua lunga carriera agonistica, ne ha visto tante. Ma vincere il titolo Mondiale dei 12 metri stazza internazionale gli mancava. “Non ci credevo neanche, ma ora mi godo il momento con il resto del team”, parole cariche di umiltà di quel gran genio di D’Ali che divide la vittoria di questa competizione iridata nelle acque di Imperia con altri campioni della vela come Favini, Nava e che ha voluto nel gommone d’appoggio un altro olimpionico come Sommariva, da sempre un grande amico ed ex olimpionico.

Nel mare di Imperia , dopo cinque vittorie e un secondo posto, si lascia andare anche a commenti tecnici proprio sul campo di regata: “E’ molto vario con interessati venti termici. Piccole sbavature causano grandi ritardi e non sono ammessi errori”, dice D’Alì. E di errori “KZ5” con bandiera Yacht Club Italiano ne ha fatto ben pochi. Boline impeccabili, andatura di poppa magistrale. Bordi studiati con grande pazienza e cura. Pietro il grande sapeva di essere a bordo di una barca veloce. “Kz5 è dotata di un buon passo, ma i 12 metri avversari – racconta – sono scafi molto simili. Era la seconda volta al timone di Kz5 e la prima al confronto con le altre”.

Virata dopo virata, strambata dopo strambata l’equipaggio dello Yacht Club Italiano ha messo tutti dietro anche timonieri come Tommaso Chieffi e Torben Grael. Nomi a cinque stelle della vela mondiale. Ma anche D’Alì non è da meno. Ha vinto sulle piccole derive per poi approdare su Luna Rossa, ha partecipato alla straordinaria Volvo Ocean Race al Regate du Figaro. Ha vinto tanto e ora anche il Mondiale nel mare di casa. In banchina sventola il tricolore e anche il cielo di Imperia si colora d’azzurro con grande gioia del suo armatore Andrea Bianchedi. Adesso è il momento di far festa. Ma domani D’Alì ha già un impegno: nuotare gli fa scaricare la tensione. Poi salirà di nuovo a bordo di “KZ 5”, ma per le ultime due regate in programma per lui e il resto del team sarà solo una passerella.