Un’emergenza sociale quotidiana che non può più essere ignorata. A sollevare con forza il caso è l’ex consigliere comunale Eraldo Ciangherotti. «Ciò che accade in Viale Pontelungo è inaccettabile», esordisce il consigliere che ha scritto a prefetto e questore. «Non si tratta solo di decoro urbano, ma di dignità e sicurezza fondamentale». La denuncia nasce dall’ultimo drammatico episodio documentato fotograficamente. «Un uomo ubriaco è rimasto per oltre sei ore adagiato sul marciapiede». «Dalle 18 a mezzanotte, davanti a un’attività che vende alcolici, nessuno è intervenuto».
Ciangherotti evidenzia come le prime segnalazioni siano rimaste del tutto inascoltate. «Ho allertato subito la Polizia Locale e poi la Stazione dei Carabinieri». «Mi era stato garantito un sopralluogo, eppure l’uomo è rimasto abbandonato lì». «Mi chiedo se sia questa la normalità che le istituzioni intendono tollerare». Il problema, sottolinea Ciangherotti, non è isolato ma del tutto strutturale. «L’area tra Viale Pontelungo e Via Papa Giovanni XXIII è ormai terra di nessuno». «L’abuso continuo di alcol genera degrado, insicurezza e profondo disagio». «I residenti del quartiere sono esasperati e costretti a subire ogni giorno». Per questo motivo il consigliere ha deciso di adire direttamente le vie ufficiali. «Ho inviato un esposto formale al Prefetto e al Questore della Provincia di Savona».
«Chiedo un intervento concreto e immediato per rompere questo muro di inerzia». Tra le richieste avanzate spicca anzitutto la tutela della salute pubblica. «Serve una rete d’assistenza reale per chi versa in condizioni di fragilità». «Occorre poi intensificare i controlli delle forze dell’ordine nella zona». «Infine, vanno verificate le licenze e il rispetto dei divieti di vendita di alcol». Il messaggio conclusivo di Ciangherotti è un appello alla responsabilità collettiva. «Le istituzioni non possono limitarsi a prendere atto di questo scempio continuo». «L’abbandono di una persona in strada per ore è il fallimento del nostro sistema». «I cittadini di Albenga hanno il diritto sacrosanto di vivere in un quartiere sicuro».


