Concluso il vertice Ue su Ceuta, Brunner “Nessun migrante è entrato nell’area Schengen”

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – A Ceuta “la situazione è sotto controllo, nessuno è stato trasferito nella Spagna continentale e che l’area Schengen non è stata interessata”. Così il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni sulla crisi di Ceuta. “Fin dal primo momento, la Commissione ha offerto sostegno alla Spagna, sia sul piano finanziario sia su quello operativo” offrendo “assistenza finanziaria d’emergenza per rafforzare la protezione della frontiera esterna a Ceuta, il sostegno ai rimpatri e misure per impedire ulteriori movimenti verso l’Unione europea”, spiega. “Per quanto riguarda il supporto delle nostre agenzie, Frontex è già presente a Ceuta con oltre 30 operatori ed è pronta a rafforzare ulteriormente il proprio intervento. Anche altre agenzie europee, come Europol e l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo, sono pronte ad assistere la Spagna”.

“Gli ultimi giorni hanno rappresentato una prova della nostra resilienza europea e, al tempo stesso, della sicurezza delle nostre frontiere esterne. Ritengo che l’Europa abbia superato questa prova. Ciò che l’Unione europea ha realizzato congiuntamente nell’ultimo anno e mezzo è concreto e i dati lo dimostrano chiaramente. Dal 12 giugno, è entrato in vigore il nuovo sistema europeo” che prevede “screening alle frontiere, procedure accelerate e il nuovo regolamento sui rimpatri. Tutte queste riforme sono ormai operative e i risultati sono evidenti nei numeri: l’immigrazione irregolare è diminuita del 55% negli ultimi due anni e di quasi un ulteriore 40% dall’inizio di quest’anno. Complessivamente, poco più di 49.000 persone hanno attraversato illegalmente le frontiere esterne dell’Unione europea”. Di conseguenza, “si è registrata anche una diminuzione delle domande di asilo in tutta l’Unione europea”. Secondo ogni indicatore, l’Europa non aveva un controllo così efficace sull’immigrazione irregolare da decenni”, conclude.

“L’Unione europea continui ad agire in modo unitario e tragga le giuste conclusioni da questi eventi. Oltre 70.000 persone hanno attraversato il confine nel giro di poche ore, alimentate dalle reti criminali di trafficanti di migranti e dalla disinformazione diffusa attraverso i social media. L’integrità della nostra frontiera esterna è stata messa a dura prova. Il secondo dato è ancora più tragico: 75 persone hanno perso la vita, è semplicemente inaccettabile”, ribadisce Brunner.

“Ciò che ha funzionato è stata la risposta: la Spagna ha confermato che praticamente tutte le persone entrate a Ceuta sono ormai rientrate. Nessuno è passato da Ceuta alla Spagna continentale o al resto dell’Europa, l’integrità dell’area Schengen è stata preservata. Questo risultato è frutto della stretta e costante cooperazione tra Spagna, Marocco e Commissione europea negli ultimi giorni. Le nuove norme europee in materia di frontiere e migrazione ci consentono di disporre di un sistema solido per tutelare la sicurezza dell’Europa: questo comprende procedure più rapide alle frontiere, soprattutto per i cittadini provenienti da Paesi inseriti nell’elenco europeo dei Paesi di origine sicuri, come il Marocco, che figura in questo elenco. Accolgo inoltre con favore le ulteriori misure di deterrenza adottate dalla Spagna e dal Marocco per prevenire nuovi arrivi irregolari, compreso il rafforzamento della sorveglianza delle frontiere marittime”.

“È fondamentale applicare integralmente il Patto sulla migrazione e l’asilo: procedure più rapide, screening alle frontiere e rimpatri più efficienti sono elementi essenziali sia per la sicurezza, sia per la gestione della migrazione. Gli Stati membri devono inoltre utilizzare meglio strumenti come il nuovo concetto di ‘Paese terzo sicuro’, che consente di svolgere procedure di asilo al di fuori dell’Unione europea secondo regole precise. Anche questo contribuirà a scoraggiare ulteriormente l’immigrazione irregolare”. 

PIANTEDOSI “STOP A SCHENGEN NON CONTRO LA SPAGNA”

Desidero in primo luogo esprimere al Governo spagnolo la sincera solidarietà dell’Italia” e “vorrei chiarire in modo netto la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel suo intervento al Consiglio Giustizia Affari Interni dell’Ue.

“È una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi”, sottolinea. “Non si tratta, dunque, di una misura eccezionale né di una scelta inconsueta, bensì di uno strumento ordinario dell’ordinamento regolamentare, cui gli Stati ricorrono quando si rende necessario governare fenomeni caratterizzati da particolare complessità”. 

“Quanto sta avvenendo, ci mostra chiaramente la strategia da seguire: come Unione Europea non dobbiamo più rincorrere le emergenze all’interno dei nostri confini, ma dobbiamo agire come un blocco unito, compatto e coeso per fermare le partenze all’origine e rimpatriare coloro che non hanno diritto a permanere sul territorio dell’Unione. La forza contrattuale di 27 Stati messi insieme è enormemente superiore a quella di ogni singolo Paese e pertanto deve essere l’Unione Europea nel suo complesso a negoziare e instaurare rapporti reciprocamente vantaggiosi con i Paesi terzi”, sottolinea. “Per fare questo, è giusto utilizzare tutte le leve politiche ed economiche a nostra disposizione al fine di ottenere una reale e misurabile collaborazione, rivalutando anche i partenariati strategici con l’UE alla luce dei livelli di collaborazione offerti”.

“Se un Paese terzo rifiuta di cooperare sulla riammissione dei propri cittadini, l’Unione deve poter applicare forti condizionalità in ogni settore, utilizzando tutte le leve a disposizione. L’Italia lo ha chiesto formalmente, sia con lettera rivolta al Commissario Brunner che in occasione dell’ultimo Consiglio Informale di Dublino, nei confronti dei Paesi come il Marocco, che pur non collaborando sul fronte dei rimpatri, gode di importanti vantaggi nei rapporti commerciali con l’Europa. Non possiamo più permetterci che la diplomazia economica viaggi su un binario separato rispetto alla cooperazione in materia di sicurezza e migrazione”, ricorda Piantedosi.

“Accanto alla fermezza sui confini e al contrasto delle reti dei trafficanti, l’Europa deve avere il coraggio di percorrere con decisione la strada delle soluzioni innovative. Abbiamo creato una nuova cornice legislativa a livello europeo ed ora è giunto il momento di mettere in pratica i nuovi modelli di hub per la gestione esterna delle procedure di asilo e per i rimpatri in Paesi terzi sicuri, superando i vecchi tabù ideologici del passato”, spiega. “In questo senso, l’Italia ha fatto da apripista con il Protocollo Italia-Albania, che ha suscitato l’interesse di una maggioranza sempre più ampia di Stati Membri. Processare le richieste di asilo con procedure di frontiera accelerate ed eseguire i rimpatri direttamente all’interno di strutture gestite in Paesi terzi sicuri costituiscono il più forte deterrente possibile contro il traffico di esseri umani e contro i flussi irregolari”, conclude.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).