Val Pellice, trovata morta una donna di 34 anni scomparsa vicino al Rifugio Jervis

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di Umberto Zollo | Bobbio Pellice (TO) – Le ricerche, avviate alle 2 nella zona del Rifugio Jervis, si sono concluse alle 10 con il recupero del corpo da parte dell’elicottero Drago e delle squadre SAF dei vigili del fuoco.

Una donna di 34 anni è stata trovata senza vita nella mattinata di domenica 19 luglio nella zona del Rifugio Jervis, in alta Val Pellice. Le operazioni di ricerca, iniziate intorno alle 2 di notte, si sono concluse alle 10 con l’individuazione e il recupero del corpo.

La donna, residente a Torino, risultava dispersa dal pomeriggio precedente. L’allarme era stato dato dopo che non si avevano più sue notizie mentre si trovava nell’area montana del rifugio, situato nel territorio di Bobbio Pellice, nel Torinese.

La segnalazione ha determinato l’attivazione del dispositivo di ricerca del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Nell’area sono intervenuti operatori permanenti e volontari, affiancati dalle unità cinofile specializzate nella ricerca delle persone disperse.

Alle operazioni hanno partecipato anche le squadre del Soccorso alpino e il personale della Guardia di Finanza. Le ricerche sono proseguite per tutta la notte e nelle prime ore della mattinata, concentrandosi sui sentieri e nelle zone più difficili da raggiungere attorno al rifugio.

Il Rifugio Jervis si trova a poco più di 1.700 metri di altitudine ed è raggiungibile attraverso diversi percorsi escursionistici e una strada sterrata. La conformazione del territorio e la necessità di controllare un’area montana estesa hanno richiesto l’impiego coordinato di squadre con differenti specializzazioni.

Il corpo della donna è stato individuato intorno alle 10, circa otto ore dopo l’avvio delle operazioni. Per effettuare il recupero è stato richiesto l’intervento dell’elicottero Drago del reparto volo dei vigili del fuoco.

A bordo del velivolo era presente il personale SAF, acronimo di Speleo-Alpino-Fluviale, formato per intervenire in ambienti impervi e in situazioni nelle quali non è possibile operare con i mezzi ordinari.

La salma è stata recuperata e trasferita dall’area montana. Le operazioni hanno quindi consentito il progressivo rientro delle squadre impegnate dalla notte nella zona del rifugio.

Restano da chiarire la dinamica dell’accaduto e le cause che hanno provocato la morte della donna. Gli accertamenti dovranno ricostruire i suoi spostamenti e quanto avvenuto tra il momento della scomparsa e il ritrovamento.

@immagine di repertorio