Usa-Iran, Trump “Tutti sanno che Teheran acconsentirà a ispezioni per garantire l’onestà nucleare”. Vance “Molti progressi, ancora tanto da fare”

Condividi

ROMA (ITALPRESS) –È stata una giornata davvero ottima. Abbiamo fatto molti progressi. Abbiamo fatto esattamente quello che volevamo fare, ovvero realizzare quattro cose per il popolo americano”. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, nel corso di un punto stampa al termine del primo round di colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran a Burgenstock in Svizzera. “Primo – ha spiegato -, volevamo creare un meccanismo per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. Ed è aperto. Ma volevamo anche assicurarci di creare un meccanismo di coordinamento per poter sminare lo Stretto di Hormuz, in modo che, quando inevitabilmente sorgeranno dei conflitti, possiamo risolverli invece di farli degenerare in un’escalation, ed è esattamente quello che abbiamo fatto ieri. Secondo, volevamo anche creare un meccanismo, simile a quello precedente, per la de-escalation del cessate il fuoco regionale”.

“Volevamo assicurarci di avere un coordinamento adeguato – ha aggiunto – in modo che, se sorgessero altri conflitti nella regione, potessimo effettivamente parlare tra di noi e capire come fermare gli scontri, come rendere la regione più sicura, i nostri alleati e tutti gli altri. Abbiamo predisposto anche questo. In terzo luogo, e questo è probabilmente ciò che ci entusiasma di più come americani, gli iraniani hanno accettato di invitare nuovamente gli ispettori dell’Aiea nel loro paese. Questa è una pietra miliare per il popolo americano e il primo passo verso la denuclearizzazione permanente o la fine definitiva del programma di armi nucleari in Iran. Ed è esattamente ciò che volevamo fare. Abbiamo fatto molti progressi anche in altri negoziati sul nucleare. E questo mi porta all’ultimo punto che volevamo raggiungere, ovvero definire il processo per i negoziati tecnici che seguiranno”.

Secondo Vance “i nostri team che lavorano con gli iraniani, i qatarioti e i pakistani hanno fatto grandi progressi ieri. Continueranno a lavorare a livello tecnico con i team qui a Bergen, e poi questi negoziati tecnici proseguiranno nelle prossime settimane e nei prossimi giorni. Volevamo creare una struttura che garantisse un’adeguata supervisione politica. Sto per tornare a casa negli Stati Uniti, ma i team tecnici lavoreranno sotto la dovuta supervisione per garantire il raggiungimento degli obiettivi importanti per tutti. Quindi, questi sono gli obiettivi che volevamo raggiungere: abbiamo gettato delle solide basi per un accordo finale di successo. L’accordo finale è la casa. Noi abbiamo posto le fondamenta. Non abbiamo ancora costruito la casa, ma abbiamo gettato solide fondamenta per raggiungere un buon risultato per il popolo americano. Credo – ha concluso – sia importante che tutti noi apprezziamo i progressi compiuti, ma onestamente c’è ancora molto da fare e siamo fermamente intenzionati a portarlo a termine”.

TRUMP “TUTTI SANNO CHE ACCONSENTIRÀ A IMPORTANTI ISPEZIONI”

“Tutti sanno benissimo che l’Iran acconsentirà a importanti ispezioni sugli armamenti per garantire ‘l’onestà nucleare’ a lungo termine”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

LA DELEGAZIONE IRANIANA LASCIA LA SVIZZERA

La delegazione iraniana, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lasciato Burgenstock, sede dei negoziati con gli Usa in Svizzera, ed è rientrata a Teheran dopo quasi 18 ore di intense consultazioni.

Secondo quanto riferito dall’agenzia Irna, la delegazione iraniana ha partecipato a incontri sia bilaterali che quadrilaterali con rappresentanti degli Stati Uniti, con Pakistan e Qatar in veste di mediatori. Durante i colloqui, la parte iraniana ha illustrato la posizione della Repubblica islamica in merito all’attuazione del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti e alle condizioni necessarie per avviare i negoziati per l’accordo finale.

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato che l’Iran ha presentato in modo chiaro e fermo le proprie posizioni durante l’incontro a quattro con gli Stati Uniti. Ha sottolineato che qualsiasi transizione verso negoziati per un accordo definitivo dipende dalla piena attuazione, da parte dell’altra parte, delle disposizioni specifiche delineate nel memorandum.

PAKISTAN, CONCLUSO CON SUCCESSO PRIMO INCONTRO COMITATO ALTO LIVELLO

Il primo meeting del comitato di alto livello nell’ambito della memoria d’intesa tra Iran e Stati Uniti si è concluso con successo. Lo ha annunciato il premier pakistano Shehbaz Sharif citato dalla Tv al Jazeera. “Le discussioni si sono svolte in un’atmosfera positiva e costruttiva – ha dichiarato Sharif – e hanno portato a progressi incoraggianti, tra cui l’accordo su una roadmap per raggiungere un’intesa finale entro 60 giorni”. L’incontro ha portato inoltre alla formazione di un comitato di alto livello per la supervisione politica e all’avvio di una nuova tornata di colloqui tecnici. Il premier pakistano ha elogiato la leadership di Stati Uniti e Iran per il loro “impegno costante nel dialogo costruttivo” e ha ringraziato tutti i Paesi fratelli e amici per il prezioso sostegno al processo. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Qatar “per il suo sostegno decisivo nel creare le condizioni necessarie all’avvio di questi negoziati”.

IERI LA PRIMA GIORNATA DI COLLOQUI IN SVIZZERA

 I mediatori hanno annunciato la conclusione della prima tornata di colloqui ad alto livello tra Stati Uniti e Iran in Svizzera. I negoziati tecnici proseguiranno per tutta la settimana nel resort di Burgenstock. Lo riporta la Tv al Arabiya. Dopo un avvio teso, segnato dalla minaccia di Teheran di chiudere nuovamente lo Stretto di Hormuz e dalle reiterate minacce del presidente americano Donald Trump di riprendere gli attacchi contro l’Iran, un comunicato congiunto dei due Paesi mediatori, Qatar e Pakistan, ha reso noto che Washington e Teheran hanno concordato una road map per raggiungere un accordo definitivo entro 60 giorni. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri del Qatar, precisando che i colloqui tecnici proseguiranno per il resto della settimana nel resort montano svizzero. Le parti hanno inoltre concordato un meccanismo per porre fine ai combattimenti in Libano e aperto un canale di comunicazione per garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali nello stretto conteso.

I colloqui erano iniziati domenica con il vicepresidente americano J.D. Vance, sulla base di un memorandum d’intesa raggiunto la settimana scorsa per prorogare di almeno altri 60 giorni la fragile tregua entrata in vigore ad aprile. In un post sui social, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha affermato che Teheran ha ottenuto esenzioni per le esportazioni di petrolio e petrolchimici, il descongelamento di alcuni asset e l’avvio di un piano di ricostruzione e sviluppo del Paese.

La Casa Bianca non ha finora commentato la conclusione della prima fase dei colloqui. Prima dell’inizio formale dell’incontro, Fox News aveva riferito che Trump aveva avvertito gli iraniani che “non avranno più un Paese” se avessero tentato di chiudere nuovamente lo Stretto di Hormuz, minacciando anche il controllo americano del passaggio marittimo con possibili pedaggi.

Fonti americane e iraniane hanno fornito resoconti diversi sullo svolgimento dei colloqui. L’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim ha riferito che, dopo la pubblicazione delle minacce di Trump, la delegazione di Teheran aveva inizialmente rifiutato di rientrare nella sala negoziale, pur continuando gli scambi tramite i mediatori qatarini e pakistani. Secondo la stessa fonte, gli iraniani hanno posto come condizione per discutere le questioni nucleari l’attuazione di altre parti del memorandum, tra cui lo scongelamento degli asset e le esenzioni sulle esportazioni petrolifere.

Un diplomatico americano ha invece smentito qualsiasi abbandono della delegazione iraniana: “Non se ne sono mai andati, sono rimasti qui a negoziare fino a tarda notte. Abbiamo discusso dello Stretto, del Libano, della questione nucleare, dei dettagli di attuazione del memorandum e di altri temi”. 

L’accordo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz, vitale per le rotte energetiche mondiali, e la fine di tutte le azioni belliche, inclusi i combattimenti in Libano, dove Israele continua a condurre raid mentre Hezbollah lancia attacchi contro obiettivi israeliani. Le discussioni tecniche proseguiranno nei prossimi giorni con l’obiettivo di tradurre in atti concreti gli impegni presi.

PRIMO MINISTRO DEL PAKISTAN “L’IRAN E’ SINCERO NEL SOSTENERE LA PACE IN MEDIO ORIENTE”

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha affermato che la leadership iraniana sta trattando con sincerità gli sforzi per sostenere la pace in Medio Oriente, al termine della prima tornata di negoziati in Svizzera. Lo riporta la Tv al Jazeera. “Credo che la leadership iraniana sia davvero sincera nel sostenere la pace nella regione. E credo che anche il presidente americano Donald Trump lo sia. Non ho alcun dubbio: è un uomo di pace”, ha dichiarato Sharif.

Da parte sua, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha annunciato che l’incontro in Svizzera ha portato a un accordo su passi importanti per avviare i negoziati verso un’intesa finale. Ha quindi dichiarato conclusa, in questa fase, l’attività delle squadre negoziali, mentre i team tecnici continueranno il loro lavoro. Baghaei ha sottolineato i progressi registrati sulla questione delle licenze per la vendita di petrolio e sul descongelamento degli asset iraniani all’estero.

“Si deve permettere l’esportazione di petrolio e il rilascio dei nostri beni congelati per poter entrare nella fase dei negoziati su un accordo definitivo”, ha detto. Il portavoce ha inoltre riferito della creazione di un nuovo meccanismo, con la partecipazione dei mediatori, per supervisionare la fine della guerra in Libano.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).