La Procura di Massa ha chiuso le indagini per l’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso nella notte fra l’11 e il 12 aprile scorsi sotto gli occhi del figlio, a seguito di un’aggressione subita per mano di un gruppo di ragazzini all’esterno di un locale di piazza Palma, nel centro cittadino. Due gli arrestati nelle ore successive i rumeni, Eduard Carutasu e Alexandru Miron, ai quali vengono contestati le accuse di omicidio volontario e rissa aggravata dalla presenza e partecipazione di minori.
A seguito della visione completa delle telecamere di videosorveglianza della zona e dell’ascolto dei testimoni oculari, sarebbe caduta la ricostruzione iniziale riguardante una bottiglia spaccata per terra dal gruppo di ragazzi che ha poi aggredito Bongiorni. Non sono ancora invece concluse le indagini della Procura dei minori di Genova sugli altri 3 indagati – tutti amici di Carutasu e Miron -: uno di loro, ex pugile, si trova in carcere, mentre gli altri due sono indagati a piede libero.
Quella sera di aprile ci fu una colluttazione per un rimprovero che Bongiorni e il cognato avrebbero fatto ai giovani mentre passeggiavano con i familiari in piazza Palma. Ci furono parole pesanti, poi una colluttazione, in cui il gruppetto uccise Bongiorni e ferì in modo grave Tognocchi. Il parapiglia fu ricostruito dai carabinieri di Massa anche con l’ausilio di immagini di telecamere oltre alle testimonianze. Il figlio di Bongiorni, 11 anni, è sempre sotto choc: assistette alla scena, vide il padre finire a terra a causa dei colpi ricevuti alla testa e lo chiamò più volte. Ma ormai il genitore stava morendo senza nessuna possibilità di recupero a causa di un’emorragia cranica massiva causatagli dall’aggressione.

