di Umberto Zollo | Torino (TO) – Due segnalazioni al 112 hanno permesso alla Polizia di Stato di fermare un giovane accusato di aver simulato urti tra auto per ottenere denaro contante. Recuperati 70 euro e alcuni oggetti trovati nel veicolo.
Due segnalazioni arrivate quasi contemporaneamente al numero di emergenza 112 hanno consentito alla Polizia di Stato di intervenire nel quartiere Parella, a Torino, e di arrestare un cittadino italiano di 24 anni per truffa e tentata truffa. Il giovane avrebbe utilizzato il noto stratagemma dello specchietto, simulando urti tra vetture per ottenere un risarcimento immediato in contanti dagli automobilisti.
Il primo episodio si è verificato nei giorni scorsi, quando una donna, mentre superava un’auto parcheggiata in doppia fila, ha avvertito un forte colpo contro il proprio veicolo. Dopo essersi fermata, è stata raggiunta dal conducente dell’altra vettura, che l’ha accusata di aver danneggiato lo specchietto retrovisore e ha richiesto il pagamento immediato del presunto danno.
Secondo la ricostruzione, l’automobilista sarebbe stata accompagnata presso uno sportello bancomat e avrebbe consegnato al giovane 70 euro in contanti. Poco dopo, tuttavia, la donna si è insospettita e ha deciso di osservare i movimenti dell’auto. Il veicolo sarebbe stato nuovamente posizionato in doppia fila, apparentemente in attesa del passaggio di altri automobilisti.
La donna ha quindi contattato le forze dell’ordine, comunicando anche il numero di targa della vettura. Quasi nello stesso momento, un secondo automobilista ha segnalato un episodio analogo in via Fidia. In questa circostanza, il conducente ha fermato l’auto per verificare la presenza di eventuali danni e ha manifestato l’intenzione di chiamare la Polizia. Il giovane è risalito a bordo del proprio mezzo e si è allontanato velocemente in direzione di piazza Massaua.
Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza Madonna di Campagna sono riusciti a intercettare la vettura in via Pietro Cossa. Durante il controllo dell’abitacolo sono stati trovati un tubo di gomma lungo circa 35 centimetri e un serpente di gomma di dimensioni analoghe. Gli oggetti sarebbero stati utilizzati per colpire le carrozzerie delle auto in transito e riprodurre il rumore di un urto.
Nel vano portaoggetti centrale sono state inoltre recuperate una banconota da 50 euro e una da 20 euro, corrispondenti alla somma consegnata dalla prima automobilista. Il denaro è stato interamente restituito alla proprietaria.
Il ventiquattrenne è stato arrestato per truffa e tentata truffa. Nei suoi confronti è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il Questore di Torino ha inoltre emesso un foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune di Torino per tre anni.
Il metodo dello specchietto si basa sulla simulazione di un danno provocato durante il passaggio di un’automobile. La richiesta di denaro viene generalmente avanzata subito dopo il presunto urto, facendo leva sulla fretta e sul timore dell’automobilista di dover affrontare procedure più lunghe o costose.
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