PECHINO – In un mondo sospeso a un “bivio” geopolitico, l’incontro tra le due superpotenze ha alternato momenti di straordinaria apertura a moniti severissimi. Trump, accompagnato da una delegazione di altissimo profilo — che include il Segretario di Stato Marco Rubio, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth e il tycoon Elon Musk — ha elogiato il “fantastico rapporto” con Xi, definendo l’accoglienza un onore senza precedenti.
Taiwan: la linea rossa di Xi
Nonostante il clima di cordialità, il leader cinese non ha usato giri di parole sulla questione più spinosa: Taiwan. Xi ha avvertito Trump che una gestione errata del dossier potrebbe spingere le due nazioni verso uno scontro diretto e “pericoloso”.
- La posizione di Pechino: “È il tema più importante. Se gestito bene avremo stabilità, altrimenti ci sarà il conflitto”.
- La replica di Taiwan: Da Taipei, la portavoce Michelle Lee ha ribadito il “chiaro e fermo sostegno” ricevuto dagli USA, accusando Pechino di essere l’unico vero rischio per la pace regionale attraverso le continue provocazioni militari.
Economia e Cyber-sicurezza: una convivenza armata
Xi Jinping ha ribadito che “le guerre commerciali non hanno vincitori”, annunciando che la Cina si aprirà ulteriormente agli investimenti americani. Tuttavia, la diffidenza resta alta: la delegazione USA ha attuato un vero e proprio lockdown digitale, utilizzando esclusivamente dispositivi “puliti” per timore di cyber-attacchi, arrivando a considerare rischiosa persino una semplice ricarica elettrica.
Punti di convergenza: Iran e Hormuz
Nonostante le divergenze, la Casa Bianca ha definito l’incontro “estremamente positivo”. Sono stati raggiunti accordi su dossier caldi della politica estera:
- Stretto di Hormuz: Entrambi i leader concordano sulla necessità che rimanga aperto al commercio globale.
- Nucleare Iraniano: Pechino e Washington hanno convenuto che Teheran non potrà mai dotarsi di armi atomiche.
Il 2026: l’anno della svolta?
Xi Jinping ha espresso l’auspicio che il 2026 diventi un “anno di riferimento” per tracciare una nuova rotta nella “gigantesca nave” delle relazioni sino-americane. Un segnale concreto di questa volontà è l’invito ufficiale rivolto da Trump a Xi per una visita alla Casa Bianca a settembre.
Il brindisi finale: “Non roviniamo tutto”
Durante il banchetto di Stato, Xi ha descritto il legame tra Cina e USA come il più importante al mondo, chiudendo con un monito che suona come un appello alla responsabilità globale: “Dobbiamo far funzionare questo rapporto e non rovinarlo mai”. Trump, dal canto suo, ha lodato il progresso cinese definendolo compatibile con la sua visione Make America Great Again, sigillando una giornata che, almeno nelle intenzioni, promette un futuro meno conflittuale.

