WASHINGTON D.C. – Il trentunenne originario della California è apparso in tribunale lunedì scorso, ammanettato e con i ceppi ai piedi. Durante l’udienza, Allen è rimasto in silenzio, lasciando che fosse il suo avvocato a presentare la dichiarazione di innocenza per i gravi reati contestati: tentato assassinio del presidente, aggressione a un ufficiale federale con arma letale e due capi d’accusa relativi al possesso di armi da fuoco.
Quella notte di terrore al Washington Hilton
L’incidente del 25 aprile ha trasformato una delle serate più glamour e istituzionali di Washington in un campo di battaglia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti:
- L’irruzione: Allen avrebbe forzato un checkpoint di sicurezza correndo verso l’area riservata.
- Il fuoco: L’accusato avrebbe esploso un colpo di fucile contro un agente del Secret Service. L’agente ha risposto al fuoco sparando cinque volte.
- L’evacuazione: Mentre circa 2.500 ospiti — tra cui giornalisti, celebrità e l’intera linea di comando degli Stati Uniti (Vicepresidente, Segretario di Stato e della Difesa) — si riparavano sotto i tavoli, il Presidente e la First Lady Melania sono stati portati d’urgenza in un luogo sicuro.
Nuovi dettagli: “Non mi aspettavo di sopravvivere”
Dalle udienze precedenti sono emersi particolari inquietanti sul profilo dell’attentatore. Al momento dell’arresto, Allen non aveva con sé solo il fucile, ma anche dei coltelli e una pistola. Agli agenti dell’FBI avrebbe confessato di aver pianificato l’azione senza alcuna aspettativa di uscirne vivo.
Un dettaglio tecnico è ancora sotto esame: il giubbotto in Kevlar dell’agente del Secret Service è stato effettivamente colpito da un proiettile, ma la scientifica sta valutando se il colpo sia partito dall’arma di Allen o, accidentalmente, da quella di un collega durante il caos del conflitto a fuoco.
La strategia della difesa
L’avvocato di Allen ha già sollevato una questione procedurale di rilievo, chiedendo la ricusazione dell’Attorney General ad interim Todd Blanche e della procuratrice Jeanine Pirro dal coinvolgimento diretto nel caso. Il motivo? Entrambi erano presenti alla cena e, tecnicamente, potrebbero essere considerati testimoni o vittime potenziali dell’evento.
Il terzo attentato in meno di due anni
L’episodio di aprile rappresenta il terzo tentativo di omicidio contro Donald Trump dal luglio 2024:
- Butler, Pennsylvania (Luglio 2024): Un cecchino sparò da un tetto durante un comizio.
- Florida (Settembre 2024): Ryan Routh (recentemente condannato all’ergastolo) tentò di colpire il presidente su un campo da golf.
- Washington (Aprile 2026): L’irruzione di Cole Allen alla cena dei corrispondenti.
Mentre il Secret Service affronta nuove ondate di critiche per le falle nella sicurezza durante eventi di così alto profilo, il processo a Cole Allen si preannuncia come uno dei più seguiti e delicati dell’anno.

