“La fotografia della Toscana che emerge dai dati economici è impietosa: crescita ferma, redditi stagnanti, competitività in calo. Vent’anni fa eravamo paragonabili alle grandi realtà del Nord, oggi scivoliamo verso il fondo delle classifiche ed è il risultato di decenni di immobilismo da parte della Regione”.
Lo dichiara il parlamentare europeo di Fratelli d’Italia Francesco Torselli.
“Il punto è che, mentre la Toscana arretra, la Regione continua a non avere una visione: zero investimenti strategici, zero politiche per attrarre imprese, nessuna idea per trattenere i giovani. Si continua a inseguire assistenzialismo e slogan, senza affrontare i nodi veri dello sviluppo. Tocchiamo con mano questo fallimento su tutti i fronti. Sul piano infrastrutturale non si investe da anni: la Fi-Pi-Li resta un’arteria inadeguata, nonostante sia dal 2020 che Giani cavalca il tema in campagna elettorale. È stata creata Toscana strade ma è rimasta un contenitore vuoto non in grado di affrontare una sfida come quella di ammodernare un’arteria stradale cruciale per la regione. Sugli aeroporti si consuma una guerra di campanile su quale sia il più efficiente tra Firenze e Pisa ma la realtà è che entrambi sono inadeguati in termini di collegamenti e servizi. La Darsena Europa del porto di Livorno è ferma agli annunci: ogni anno, puntuale, l’annuncio dell’avvio dei lavori ma la verità è che stiamo rinunciando a un’infrastruttura strategica. E adesso, con i partiti del no a prescindere in maggioranza, certamente non andremo a migliorare sul fronte delle infrastrutture. Come stiamo rinunciando al turismo fieristico: Pitti e la Mostra dell’artigianato non sono sufficienti. Abbiamo un polo fieristico a poche centinaia di metri dalla cupola del Brunelleschi, è mai possibile che in decenni – perché ero ancora presidente della Commissione controllo a Palazzo Vecchio e già se ne parlava – non sia stato possibile sviluppare una strategia fieristica capace di attrarre almeno un altro grande evento di carattere internazionale oltre Pitti? Per non parlare della formazione: più un miliardo di euro investiti negli ultimi cinque anni e i nostri giovani continuano a cercare opportunità altrove. Segno evidente che quegli investimenti sono andati nella direzione sbagliata visto, peraltro, che non c’è traccia di corsi di formazione sulle professioni tecnologiche e digitali, non c’è traccia di percorsi che possano veramente orientare verso le professioni del futuro”.
“Servono scelte chiare – conclude Torselli – investimenti infrastrutturali, sostegno all’impresa, formazione legata al lavoro e apertura ai mercati internazionali. Tutto ciò che oggi manca. La verità è che la Toscana è ferma da troppo tempo e, senza un cambio di rotta immediato, il declino non solo continuerà, ma accelererà”.

