The Best of Cycling 2025, al Forte di Bard il ciclismo diventa memoria

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di Umberto Zollo | Bard (AO) – Dal 2 maggio al 26 luglio 2026 le Scuderie del Forte ospitano The Best of Cycling 2025, mostra fotografica che racconta un anno di ciclismo tra campioni, memoria, paesaggi e territorio.

 

Il ciclismo come memoria, paesaggio e racconto popolare. Da sabato 2 maggio 2026 le Scuderie del Forte di Bard, in Valle d’Aosta, ospitano la quinta edizione della mostra fotografica The Best of Cycling 2025, visitabile fino al 26 luglio 2026. L’esposizione raccoglie una sessantina di immagini selezionate tra oltre 150 scatti arrivati al concorso ideato da Roberto Bettini, decano dei fotografi del ciclismo, e curato da Federico Bona, giornalista eporediese da anni impegnato anche nell’organizzazione del Giro d’Italia, con la collaborazione di Giacomo Bona.

La mostra non si limita a celebrare i grandi campioni. Il percorso accosta le immagini dei Grandi Giri, delle classiche e dei protagonisti della stagione a fotografie nate in contesti più laterali, ma capaci di raccontare il ciclismo nella sua dimensione più autentica: strade, tifosi, fatica, attese, cadute, vittorie e frammenti di vita sportiva. È questo il tratto distintivo del progetto: trasformare l’anno ciclistico in un racconto visivo, dove il valore di una fotografia non dipende soltanto dal nome del corridore ritratto, ma dalla forza dell’istante che riesce a fermare.

A vincere la nona edizione del concorso The Best of Cycling è stata Sara Cavallini, giovane fotografa italiana, premiata per uno scatto in bianco e nero realizzato durante le Strade Bianche Women. L’immagine restituisce il gruppo immerso nel paesaggio delle Crete Senesi, tra sterrato, fatica e silenzio visivo. Assente all’inaugurazione per un impegno professionale a Lione, legato a una partita di Champions League femminile, Cavallini ha affidato un messaggio letto durante la presentazione: “È per me un grande onore avere la mia fotografia esposta, insieme a quelle di tanti bravi fotografi e fotografe, nella splendida cornice del Forte di Bard, che spero di poter visitare presto”.

Lo scatto di Sara Cavallini, vincitore del concorso The Best of Cycling 2025, realizzato durante le Strade Bianche Women. @foto di Umberto Zollo

 

Sul podio anche il belga Stijn Bastens, secondo con una fotografia dedicata all’entusiasmo dei tifosi per Mathieu van der Poel, e l’olandese Joris Knapen, terzo con uno scatto realizzato durante una tappa del Giro d’Italia, costruito attraverso la cornice naturale di un portone. La varietà degli autori conferma il respiro internazionale del concorso, nato nel 2017 e cresciuto attorno alla visione di Roberto Bettini.

Tra le immagini simbolo dell’edizione spicca quella firmata da Gian Mattia D’Alberto, dedicata a Tadej Pogačar e alla sua quinta vittoria al Giro di Lombardia. Lo scatto racconta il momento della celebrazione, la mano alzata, l’arrivo, il gesto che trasforma una vittoria in memoria sportiva. D’Alberto ha seguito il corridore fino al traguardo, aspettando l’istante decisivo: una fotografia costruita con preparazione, conoscenza della corsa e tempismo, elementi essenziali per chi racconta il ciclismo attraverso l’obiettivo.

La fotografia di Gian Mattia D’Alberto dedicata a Tadej Pogačar e alla sua quinta vittoria al Giro di Lombardia. @foto di Umberto Zollo

 

Il ruolo di Roberto Bettini resta centrale. Fotografo del ciclismo da circa cinquant’anni, è l’ideatore e l’anima del concorso. La sua assenza all’inaugurazione è stata colmata dal saluto portato da Ivan Benedetto, che ne ha ricordato il valore umano e professionale. Dalle sue parole è emersa l’immagine di Bettini come punto di riferimento per generazioni di fotografi: non solo organizzatore e autore, ma figura capace di consigliare, sostenere e trasmettere un modo di guardare il ciclismo.

Il percorso espositivo di The Best of Cycling 2025, ideato da Roberto Bettini e curato da Federico Bona, racconta il ciclismo attraverso lo sguardo dei fotografi. @foto di Umberto Zollo

 

Federico Bona ha costruito il percorso della mostra dando alle immagini un filo narrativo chiaro. Giornalista eporediese e profondo conoscitore del ciclismo, Bona segue da anni anche il racconto mediatico della Corsa Rosa e ha scelto di non limitarsi a una semplice esposizione di fotografie. Ogni scatto viene inserito dentro una storia più ampia, fatta di luoghi, protagonisti, memoria sportiva e dettagli capaci di restituire il senso di un’intera stagione. Il Forte di Bard diventa così non solo la sede dell’esposizione, ma uno spazio in cui il ciclismo viene raccontato attraverso lo sguardo dei fotografi.

Il legame con la Valle d’Aosta attraversa l’intera esposizione. L’inaugurazione arriva a poche settimane dalla 14ª tappa del Giro d’Italia, prevista il 23 maggio, una frazione interamente valdostana di 133 chilometri con cinque Gran Premi della Montagna. Il territorio entra così nel racconto non come semplice cornice, ma come parte viva di una stagione ciclistica che guarda anche al turismo, alla pratica sportiva e alla valorizzazione delle sue salite.

Il percorso dedica spazio anche alla memoria, con la sezione speciale “Cor – Live in the moment”, omaggio a Cor Vos, storico fotografo olandese scomparso nel settembre precedente. È un passaggio che sintetizza bene il senso della mostra: fotografare il ciclismo significa riconoscere l’attimo prima che svanisca, trasformando la velocità della corsa in immagine destinata a restare.

The Best of Cycling 2025 si presenta dunque come una mostra sul ciclismo, ma anche sulla sua capacità di diventare racconto collettivo. Dai campioni ai gregari, dalle grandi corse ai dettagli più nascosti, il Forte di Bard raccoglie immagini che non parlano solo di risultati, ma di fatica, paesaggio, memoria e passione popolare.