NAPOLI – Tutto ha inizio alle ore 12:00 di giovedì. Una banda composta da almeno cinque uomini armati irrompe nella filiale del Crédit Agricole. L’ingresso è violento: utilizzano un’auto come ariete per sfondare la vetrata. Una volta dentro, i rapinatori indossano maschere di cartapesta raffiguranti celebri attori americani, un dettaglio che rimanda immediatamente alla celebre pellicola Point Break.
L’assedio e la trattativa
Grazie alla segnalazione di un passante che nota i movimenti concitati, Piazza Medaglie d’Oro viene blindata in pochi minuti da Carabinieri e Vigili del Fuoco. All’interno della banca la situazione è critica: 25 persone, tra impiegati e clienti, sono nelle mani dei banditi.
Sul posto arriva anche il Procuratore Capo di Napoli, Nicola Gratteri, per coordinare le operazioni e dare supporto alla delicata trattativa. I militari dell’Arma, utilizzando un ariete in collaborazione con i vigili del fuoco, riescono ad aprire un varco nella vetrata per stabilire un contatto. Alle 15:00 la tensione si scioglie parzialmente: gli ostaggi vengono liberati. Sei di loro, in stato di forte shock, ricevono cure mediche sul posto, ma sono tutti salvi.
Il blitz e l’incredibile scoperta
Mentre l’area restava isolata in attesa dell’irruzione finale, è scattato il piano del Gis di Livorno (Gruppo Intervento Speciale). Le teste di cuoio hanno fatto irruzione nei locali della banca nel pomeriggio, pronti a neutralizzare i malviventi. Ma all’interno regnava il silenzio: della banda non c’era più traccia.
La via di fuga: il “buco” nelle fogne
Come in una puntata de La Casa di Carta, i rapinatori avevano pianificato tutto nei minimi dettagli. Secondo le prime indagini, la banda avrebbe guadagnato l’uscita attraverso un foro praticato nella notte precedente, che collegava la banca alla rete fognaria sottostante.
L’ipotesi degli inquirenti è che i banditi, dopo aver svuotato le cassette di sicurezza durante le ore di stallo, si siano calati nel sottosuolo. Sfruttando un canale della fognatura che corre tra la filiale e la vicina stazione della Metropolitana, avrebbero raggiunto i binari o un altro punto d’uscita predefinito, dileguandosi nel labirinto sotterraneo di Napoli.
Indagini in corso
I Carabinieri stanno conducendo serrate battute di ricerca e analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza di tutta l’area dell’Arenella e della rete metropolitana. Resta lo sconcerto per la precisione quasi “militare” del colpo e per la capacità della banda di tenere sotto scacco la città per ore, riuscendo infine a sparire con il bottino sotto gli occhi di centinaia di agenti. Per Napoli è stata una giornata che difficilmente verrà dimenticata, un monito sulla vulnerabilità dei caveau di fronte alla criminalità dei “professionisti del buco”.

