NAIROBI – Le autorità doganali dell’aeroporto internazionale Jomo Kenyatta di Nairobi hanno sventato un traffico fuori dal comune. Zhang Kequn, cittadino di nazionalità cinese, è stato condannato a una pena detentiva e a una pesante sanzione pecuniaria per aver tentato di esportare illegalmente oltre 2.200 formiche nere da giardino (Lasius niger) vive.
Il ritrovamento: migliaia di insetti nel bagaglio
L’arresto risale allo scorso mese, quando gli addetti alla sicurezza dell’aeroporto principale del Kenya hanno notato anomalie durante lo screening dei bagagli di Zhang. All’interno delle valigie, l’uomo aveva occultato migliaia di esemplari vivi, suddivisi in piccoli contenitori studiati per garantirne la sopravvivenza durante il lungo volo transcontinentale.
Le formiche da giardino, sebbene comuni in molte parti del mondo, sono soggette a rigide normative di biosicurezza. L’introduzione di specie aliene in nuovi ecosistemi può infatti causare:
- Danni all’agricoltura locale.
- Spostamento di specie autoctone.
- Diffusione di parassiti o malattie botaniche.
La sentenza: carcere e multa
Il tribunale di Nairobi non ha usato clemenza, sottolineando come il traffico di fauna selvatica, indipendentemente dalle dimensioni degli animali coinvolti, rappresenti una minaccia alla biodiversità e una violazione della sovranità ambientale del Kenya. Zhang Kequn è stato condannato a scontare una pena detentiva (la cui durata specifica varia in base alle aggravanti di esportazione illegale) e al pagamento di una multa commisurata al valore potenziale del “carico” sul mercato nero del collezionismo.
Un traffico in crescita
Quello delle formiche è un mercato di nicchia ma in rapida espansione, alimentato da appassionati di “formicai domestici” disposti a pagare cifre considerevoli per specie esotiche o regine fertili.
Le autorità keniote hanno ribadito che l’esportazione di qualsiasi risorsa biologica dal Paese richiede permessi speciali rilasciati dal Kenya Wildlife Service e dalle autorità fitosanitarie. “Che si tratti di elefanti o di formiche, la legge è uguale per tutti,” hanno commentato fonti vicine all’accusa. “Proteggere la nostra biodiversità significa vigilare anche su ciò che è invisibile a occhio nudo.”
Il caso Zhang Kequn funge ora da monito per i viaggiatori internazionali: le maglie dei controlli in Kenya si sono strette, e anche un piccolo contenitore di insetti può spalancare le porte del carcere.

