CASSANO ALL’JONIO – La replica alle parole del tycoon americano non si è fatta attendere. Per monsignor Savino, l’affondo di Trump non è un semplice scontro politico, ma il sintomo di un male più profondo che sta infettando il dibattito globale.
Un attacco alla “voce morale”
Secondo il vicepresidente della Cei, le parole rivolte al Pontefice sono il segno di un impoverimento del linguaggio pubblico e di una crescente intolleranza verso chiunque osi esercitare un giudizio morale indipendente.
«Le parole rivolte al Papa non sono soltanto un attacco alla sua persona: sono il segno di una crescente insofferenza verso ogni voce morale libera», ha dichiarato Savino.
Il vescovo ha tenuto a precisare che quando il Papa richiama i leader mondiali alla pace e al primato della dignità umana, non sta partecipando a una “contesa elettorale” o politica, ma sta adempiendo al suo dovere evangelico. Delegittimare o intimidire il successore di Pietro in questo contesto è definito da Savino come un atto «grave e inquietante».
Il dovere della “Parresia” contro il potere
In un’epoca in cui la forza sembra essere l’unico linguaggio compreso dai potenti, la parola del Papa – seppur “disarmata” – diventa un ostacolo per chi ambisce a un potere assoluto. Monsignor Savino ha sottolineato l’importanza della parresia(la libertà di parola franca e coraggiosa):
- Il limite come civiltà: Il Papa ricorda ai potenti che il limite non è un ostacolo, ma la condizione stessa della civiltà.
- No al cedimento: La pace non deve essere vista come una debolezza, né il Vangelo può essere piegato alle logiche della sopraffazione.
- Libertà dal calcolo: Ciò che spaventa il potere è una voce capace di parlare senza calcoli politici, ricordando che nessuna guerra avrà mai l’ultima parola.
Monsignor Savino conclude il suo intervento con un’esortazione al Pontefice affinché non si lasci condizionare dalle pressioni esterne: “Il Papa non deve ‘regolarsi’ davanti al potere”. L’inquietudine manifestata da certi leader politici, secondo il vescovo, è la prova che la parola del Papa è ancora efficace e necessaria, proprio perché ricorda al mondo che il conflitto non può essere la soluzione naturale dei problemi umani.
In un clima di tensione internazionale crescente, la Chiesa italiana fa quadrato attorno al Papa, ribadendo che la missione della Santa Sede resta quella di una “diplomazia della pace”, libera da ogni condizionamento di parte.

