di Umberto Zollo
Nel cuore della notte, un assalto esplosivo a uno sportello bancomat di Volpiano ha riacceso l’attenzione su una tipologia di colpi che nelle ultime settimane ha destato allarme sul territorio torinese. L’episodio si è verificato nelle prime ore del 28 marzo, quando un gruppo composto da cinque persone ha preso di mira la filiale Unicredit di via Vittorio Emanuele Filiberto, facendo esplodere due ordigni ad alto potenziale, le cosiddette “marmotte”, utilizzate per forzare gli ATM. Dopo aver sottratto parte del denaro contenuto nello sportello automatico, i responsabili si sono allontanati a bordo di un’auto di grossa cilindrata con targa contraffatta.

La fuga, però, è durata poco. Le due esplosioni, udite chiaramente dai residenti, hanno fatto scattare l’allarme alla centrale operativa, consentendo ai carabinieri di avviare immediatamente le ricerche. Il veicolo è stato intercettato a Torino, nella zona di corso Venezia, dove i fuggitivi hanno tentato di proseguire a piedi tra la boscaglia vicina alla rete ferroviaria lungo il raccordo Torino-Caselle. I militari del Nucleo investigativo di Torino e della Compagnia di Venaria Reale sono riusciti a bloccare tre persone, arrestate in flagranza, mentre altre due sono state denunciate per lo stesso episodio.
Nel corso dell’intervento sono state recuperate le banconote sottratte alla banca e sequestrati i mezzi ritenuti utilizzati per l’azione e per il supporto logistico. All’interno dell’auto impiegata per il colpo sono stati trovati due estintori, usati nelle fasi dell’esplosione, e una scatola con chiodi a tre punte, strumenti che avrebbero potuto agevolare la fuga in caso di inseguimento. Lungo il percorso a piedi sono stati inoltre rinvenuti passamontagna, torce, accendini controvento, guanti e altro materiale tecnico compatibile con la preparazione e l’esecuzione dell’assalto.
L’episodio conferma la delicatezza di un fenomeno che colpisce non solo gli istituti di credito, ma anche la percezione di sicurezza dei centri abitati. In questo caso, la rapidità della segnalazione dei cittadini e il tempestivo intervento delle forze dell’ordine hanno impedito che la fuga si concludesse con successo. Resta ora il quadro investigativo di un colpo pianificato nei dettagli, con mezzi, strumenti e appoggi che fanno pensare a un’azione organizzata.

