Pontida ha reso omaggio a Umberto Bossi, il fondatore della Lega, scomparso all’età di 84 anni, con una cerimonia che ha mescolato emozione e tensione politica. Migliaia di militanti si sono radunati nella piazza dell’abbazia di San Giacomo, scandendo il grido “Secessione, secessione” all’arrivo della premier Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio, accompagnata dal vicepremier Antonio Tajani, ha ricevuto qualche applauso prima di entrare in chiesa, mentre la folla osservava con attenzione la cerimonia funebre.
Tra i momenti più vivaci, alcuni militanti del Partito Popolare per il Nord, guidato da Roberto Castelli, hanno rivolto urla polemiche a Matteo Salvini, esortandolo a “Mollare la camicia verde, vergogna” mentre il leader della Lega saliva i gradini dell’abbazia. Salvini ha scelto di presentarsi ai funerali indossando proprio la tradizionale camicia verde, simbolo storico del movimento leghista, suscitando reazioni contrastanti tra i presenti.
La cerimonia ha ricordato non solo la figura politica di Umberto Bossi, capace di trasformare la Lega Nord in una forza di rilievo nazionale, ma anche il suo ruolo di simbolo del federalismo e della battaglia per l’autonomia delle regioni del Nord. Molti militanti hanno voluto sottolineare il legame con la storia del movimento, mentre altri hanno colto l’occasione per manifestare dissenso nei confronti di alcuni comportamenti dei vertici attuali.
Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno mantenuto un profilo istituzionale, partecipando con rispetto alla funzione religiosa e rendendo omaggio al fondatore della Lega. La giornata di Pontida, tra applausi, cori e contestazioni, ha mostrato ancora una volta come la figura di Umberto Bossi resti centrale nella politica italiana, capace di evocare forti emozioni e di dividere opinioni anche dopo la sua scomparsa. La piazza dell’abbazia ha così rappresentato un luogo di memoria e di confronto, simbolo della complessità della politica nazionale e dei legami storici della Lega con le comunità del Nord Italia.

