Milano-Torino 2026, Pidcock piazza l’allungo a Superga: Roglic terzo, Pellizzari chiude quarto

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di Umberto Zollo

Thomas Pidcock ha vinto la 107ª Milano-Torino, imponendosi il 18 marzo 2026 sul traguardo di Superga al termine di 174 chilometri da Rho a Torino. Il britannico della Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team ha risolto una corsa rimasta a lungo in equilibrio con uno scatto secco nell’ultimo chilometro, precedendo Tobias Halland Johannessen e Primož Roglič, mentre Giulio Pellizzari ha chiuso in quarta posizione.

@foto di Umberto Zollo

L’edizione del 150° anniversario della classica più antica del mondo ha confermato la durezza di un finale ormai identitario, con la doppia scalata a Superga a selezionare progressivamente il gruppo dei migliori. Alla vigilia i nomi più attesi erano quelli di Roglič, Pidcock, Pellizzari, Johannessen, Derek Gee, Michael Storer, Cian Uijtdebroeks e Jan Christen, in un cast di alto profilo per una corsa disegnata chiaramente per scalatori e finisseur.

La gara si è accesa senza però trovare subito una fuga realmente decisiva. Nella prima parte hanno provato ad animarla Alessandro Milesi, Valentin Ferron, Patrick Konrad, Andrea Pietrobon, Mathieu Burgaudeau e Adrien Maire, ma il vantaggio dei battistrada è rimasto sempre sotto controllo, segnale di un gruppo consapevole che tutto si sarebbe deciso sulle pendenze torinesi. Più che una lunga battaglia a distanza, è stata una corsa di attesa nervosa, compressa verso il finale, con il peso tattico delle squadre dei favoriti e il continuo risparmio di energie in vista dell’ultima ascesa.

Sul primo passaggio a Superga sono arrivate le prime vere scosse. Roglič ha lanciato uno degli attacchi più significativi, costringendo i rivali a scoprirsi e facendo emergere il drappello destinato a giocarsi il successo. In quel frangente Pidcock è rimasto agganciato ai migliori, pur senza dare l’impressione di dominare apertamente la corsa. Proprio questa lettura del finale ha poi finito per premiarlo: mentre gli uomini più attesi si controllavano, il britannico ha saputo aspettare il momento giusto.

@foto di Umberto Zollo

L’ultimo tratto verso la basilica ha offerto il volto più autentico della Milano-Torino: gambe pesanti, scatti brevi, tatticismi, il silenzio intermittente della salita rotto solo dal cambio di ritmo dei migliori. È lì che Pidcock ha costruito il successo. Il suo allungo, portato a circa 600 metri dalla conclusione secondo le cronache di gara, è stato netto e irreversibile: pochi metri diventati subito un solco, abbastanza per impedire la rimonta di Johannessen e Roglič. Il suo colpo di pedale, rapido e aggressivo, ha dato alla corsa anche quel tocco di spettacolo che una classica d’inizio primavera cerca sempre: non solo selezione, ma anche intuizione, sangue freddo e tempismo.

Per il ciclismo italiano resta il dato incoraggiante del quarto posto di Giulio Pellizzari, rimasto in corsa con i migliori nel momento decisivo e capace di confermarsi in un contesto tecnico di alto livello. Davanti a lui, però, Pidcock ha mostrato qualcosa in più nella capacità di leggere una salita corsa quasi a elastico, dove ogni esitazione poteva trasformarsi in occasione.

@foto di Umberto Zollo

Nel dopogara, il vincitore ha spiegato così la propria prova: “E’ stata una corsa strana, sembrava quasi di essere alla prima gara dell’anno. Ho patito più volte le accelerazioni, per fortuna nel finale avevo ciò che serviva per vincere. Tra gli attacchi che mi hanno messo più in difficoltà ci sono stati quelli di Roglic. E’ difficile da interpretare, perchè si muove sempre senza alzarsi dai pedali. E’ una vittoria molto importante, non è facile riuscire ad imporsi in questo ciclismo sempre più competitivo, quindi sono molto soddisfatto”.

Il successo di Pidcock consegna così alla Milano-Torino 2026 un vincitore di prestigio e un finale coerente con la storia recente della corsa: una gara che non ha bisogno di grandi distacchi per lasciare il segno, perché a fare la differenza, su strade come quelle di Superga, bastano pochi secondi e una sola accelerazione giusta. A pochi giorni dalla Milano-Sanremo, il britannico esce inoltre con un segnale forte di condizione e personalità.

Ordine d’arrivo

  1. Thomas Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) – 3h48’45”
  2. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) – a 4”
  3. Primož Roglič (Red Bull – BORA – hansgrohe) – a 5”
  4. Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA – hansgrohe) – a 11”
  5. Cian Uijtdebroeks (Movistar Team) – a 13”