Israele colpisce il cuore dell’Iran: «Larijani è nell’inferno», uccisi i vertici della sicurezza

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L’IDF annuncia l’eliminazione del comandante delle forze Basij e del capo della sicurezza a Teheran. Attacco con drone all’ambasciata USA a Baghdad. Esplosioni a Dubai e Doha: il conflitto si allarga al Golfo.

TEL AVIV / TEHERAN – A tre settimane dall’inizio delle ostilità, la guerra non accenna a una de-escalation. Nelle ultime ore, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato di aver condotto una serie di raid mirati di straordinaria precisione, colpendo obiettivi terroristici di Hezbollah a Beirut e, con una mossa audace, direttamente nella capitale iraniana. Tra i nomi eccellenti caduti sotto il fuoco israeliano spicca Gholamreza Soleimani, comandante delle temute forze Basij, insieme al capo della sicurezza del regime. Fonti israeliane hanno commentato l’operazione con toni definitivi: «Larijani è ormai nella profondità dell’inferno».

Escalation regionale: Baghdad e il Golfo sotto attacco

La risposta dell’asse iraniano non si è fatta attendere, spostando il fronte in Iraq e nei Paesi del Golfo:

  • Baghdad: Un drone kamikaze ha colpito l’ambasciata statunitense situata nei pressi dell’aeroporto internazionale. Testimoni riferiscono di una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza.
  • Dubai e Doha: Nella notte sono state udite almeno tre esplosioni negli Emirati Arabi Uniti, seguite da forti boati a Doha, in Qatar. In entrambi i Paesi è scattata la massima allerta sicurezza per la minaccia missilistica.
  • Attacchi navali: Una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato al largo delle coste degli Emirati, confermando la vulnerabilità delle rotte energetiche mondiali.

Repressione interna a Teheran: 500 arresti

Mentre subisce i colpi dell’IDF, il regime iraniano stringe le maglie del controllo interno. Il Wall Street Journal, citando il capo della polizia Ahmad-Reza Radan, ha riferito di un’intensificazione brutale della repressione per prevenire possibili rivolte popolari. Almeno 500 persone sono state arrestate con accuse che variano dalla “collaborazione con media stranieri” al “sostegno alle forze nemiche”. Le autorità hanno minacciato esplicitamente l’uso della forza letale contro chiunque tenti di manifestare a Teheran.



La strategia di Israele

L’IDF ha ribadito che i raid aerei continueranno finché le minacce terroristiche non saranno sradicate. L’attacco diretto a Teheran rappresenta un punto di non ritorno, dimostrando che l’intelligence israeliana è in grado di operare con letalità nel cuore del territorio nemico, eliminando figure chiave della gerarchia militare iraniana.

La comunità internazionale osserva con estrema preoccupazione il Golfo Persico, dove il coinvolgimento di hub commerciali come Dubai rischia di trasformare un conflitto regionale in una crisi economica globale senza precedenti.