Funerali solenni per il bimbo morto dopo il trapianto di cuore al Monaldi. La presenza della Presidente del Consiglio testimonia il cordoglio dello Stato. Monsignor Marino: “La sua vita spezzata interroga le nostre coscienze”.
NOLA (NAPOLI) – Una piccola bara bianca coperta di fiori, il pianto sommesso di una comunità ferita e la presenza delle massime istituzioni dello Stato. Si sono celebrati oggi i funerali di Domenico, il bambino di soli pochi anni deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli a seguito di un trapianto di cuore eseguito, secondo quanto emerso dalle prime indagini, con un organo che sarebbe risultato danneggiato.
Il cordoglio dello Stato: presente Giorgia Meloni
A testimoniare la vicinanza dell’Italia intera a una famiglia distrutta da una fatalità ancora al centro di accertamenti giudiziari, è arrivata a Nola anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il Premier, in forma privata ma visibilmente commossa, ha preso posto tra i banchi della Cattedrale, rendendo omaggio alla piccola vittima e trattenendosi brevemente con i genitori di Domenico al termine della funzione. La sua presenza ha sottolineato la gravità di una vicenda che ha aperto un dibattito nazionale sulla sicurezza dei protocolli nei trapianti pediatrici.
L’omelia del Vescovo: “Un dolore collettivo”
A officiare il rito funebre è stato il Vescovo di Nola, Monsignor Francesco Marino, che ha pronunciato parole cariche di umanità e conforto:
“Oggi non piangiamo solo la perdita di un membro di questa comunità. Domenico è diventato il figlio di tutti noi, un piccolo angelo la cui sofferenza ha unito i cuori di una nazione intera. La sua scomparsa, in circostanze così difficili da accettare, ci lascia muti, ma ci spinge a chiedere che la luce della verità accompagni sempre la giustizia”.
Una ferita aperta nella sanità campana
Mentre all’esterno della chiesa venivano fatti volare palloncini bianchi, resta aperta la questione giudiziaria. La morte di Domenico, avvenuta dopo il trapianto con un organo che non avrebbe dovuto superare i test di idoneità, è oggetto di un’inchiesta della Procura di Napoli. Il dolore della famiglia è accompagnato dalla richiesta incessante di chiarezza su quanto accaduto nelle sale operatorie del Monaldi, per evitare che altre vite innocenti debbano affrontare lo stesso tragico destino.
L’abbraccio della città
All’uscita del feretro, un lungo applauso ha salutato Domenico per l’ultima volta. Nola ha proclamato il lutto cittadino, con le saracinesche dei negozi abbassate in segno di rispetto. Una partecipazione collettiva che dimostra come questa tragedia non sia rimasta un fatto di cronaca privata, ma una ferita sociale che richiederà tempo e risposte certe per poter, in qualche modo, iniziare a rimarginarsi.
