Medio Oriente: ucciso a Beirut Hussein Makled, capo dell’intelligence di Hezbollah

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L’Idf conferma l’eliminazione del vertice operativo in un raid mirato nel quartiere Dahieh. Colpita la roccaforte dell’organizzazione sciita nella zona sud della capitale libanese.

BEIRUT – La tensione in Medio Oriente segna un nuovo picco drammatico. Nella notte, un attacco aereo condotto dalle forze di difesa israeliane (Idf) ha colpito il cuore di Beirut, portando all’eliminazione di Hussein Makled, figura chiave e capo del quartier generale dell’intelligence di Hezbollah.

La notizia è stata confermata ufficialmente dal portavoce dell’esercito israeliano attraverso una nota stampa, definendo l’operazione un “successo strategico” nella degradazione delle capacità informative del gruppo militante libanese.

L’attacco nel quartiere Dahieh

Il raid è avvenuto nel quartiere di Dahieh, la densamente popolata periferia sud di Beirut nota per essere la roccaforte storica e il centro nevralgico del comando di Hezbollah. Secondo le prime informazioni, il missile ha centrato un edificio utilizzato come centro di coordinamento dell’intelligence, dove Makled si trovava al momento dell’impatto.

Le deflagrazioni sono state avvertite in gran parte della capitale, sollevando colonne di fumo visibili fino all’alba. Nonostante l’area sia costantemente monitorata dai sistemi di difesa di Hezbollah, la precisione del colpo suggerisce un’operazione basata su informazioni di altissimo livello tattico.

Chi era Hussein Makled

Makled non era un esponente di secondo piano. In qualità di capo del quartier generale dell’intelligence, era responsabile di:

  • Raccolta dati: Gestione della rete di informatori e sorveglianza dei confini.
  • Controspionaggio: Protezione dei vertici dell’organizzazione dai tentativi di infiltrazione esterna.
  • Pianificazione: Supporto strategico per il lancio di razzi e operazioni tattiche contro il territorio israeliano.

La sua scomparsa rappresenta un vuoto operativo difficile da colmare in tempi brevi, specialmente in una fase di conflitto aperto dove il coordinamento delle informazioni è vitale per la sopravvivenza dei gruppi paramilitari.

La reazione e il rischio escalation

Al momento, Hezbollah non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma fonti vicine all’organizzazione promettono una “risposta proporzionata”. Il governo libanese ha condannato l’attacco come una violazione della sovranità nazionale, mentre la comunità internazionale guarda con estrema preoccupazione al rischio che il conflitto si trasformi in una guerra totale su scala regionale.

L’eliminazione di Makled si inserisce in una scia di omicidi mirati che Israele sta portando avanti per decapitare la catena di comando dei suoi avversari diretti, una strategia che sta portando a una pressione senza precedenti sulle infrastrutture di Hezbollah.