Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, 94 vite si spezzarono a pochi metri dalla riva. Oggi, mentre la Calabria ricorda le sue vittime, il Tribunale di Crotone entra nel vivo del dibattimento per accertare le responsabilità della macchina dei soccorsi.
STECCATO DI CUTRO – Ci sono ferite che il mare non riesce a lavare via. Tre anni fa, in questa stessa notte, il caicco “Summer Love” si frantumava contro una secca a poche decine di metri dalla sabbia di Steccato di Cutro. Un urto secco, poi le urla nel buio, il gelo dell’acqua e il rumore dei legni che si spezzavano. Il bilancio di quella tragedia rimane una macchia indelebile nella storia del Mediterraneo: 94 morti accertati, di cui 34 bambini, e un numero imprecisato di dispersi mai restituiti dalle onde.
Il viaggio della speranza finito in tragedia
A bordo di quel caicco partito dalla Turchia viaggiavano almeno 180 persone in fuga da incubi reali: la repressione in Iran, il regime dei talebani in Afghanistan, le macerie della Siria, l’instabilità di Pakistan e Iraq. Intere famiglie che cercavano protezione e che, a un passo dalla salvezza, hanno trovato una trappola mortale. Le immagini dei resti azzurri dell’imbarcazione sparsi sulla battigia e delle file di bare nel palasport di Crotone sono diventate il simbolo di un fallimento umanitario e istituzionale.
La verità giudiziaria: sei militari a processo
Oggi la memoria si sposta dalla spiaggia alle aule di tribunale. Il 2026 segna l’anno della verità processuale. Dopo il rinvio a giudizio disposto nel luglio 2025, sono sei i militari sotto accusa (quattro della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera). I capi d’imputazione sono pesanti: naufragio colposo e omicidio colposo plurimo.
Il cuore del processo, iniziato lo scorso 14 gennaio, ruota attorno alla gestione dell’allarme lanciato dall’aereo di Frontexla sera prima del naufragio. Perché l’allarme non fu classificato come emergenza (Sar)? Perché le motovedette uscirono per poi rientrare in porto a causa del mare mosso, mentre il caicco continuava a navigare verso il disastro?
Testimonianze e nodi politici
Nell’udienza del 10 febbraio 2026, i Carabinieri che hanno condotto le indagini hanno ricostruito le ultime ore del “Summer Love”. Ma la pressione mediatica è tutta per le prossime fasi: il collegio giudicante deve ancora sciogliere la riserva sull’audizione di figure chiave del governo dell’epoca, tra cui gli ex ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, oltre all’equipaggio del velivolo Frontex che per primo individuò il sovraccarico di vite a bordo.
Una lapide per non dimenticare
Mentre il processo prosegue il suo iter, le associazioni umanitarie e i familiari delle vittime — costituitisi parte civile — chiedono che giustizia non sia solo una parola nei verbali. A Steccato di Cutro, dove da pochi giorni campeggia la lapide con il vero nome del piccolo Alì (una delle tante vittime senza nome per lungo tempo), il ricordo resta vivido.
«Potevano essere salvati?». È questa la domanda che aleggia tra le secche di Cutro da tre anni. Una risposta che ora spetta ai giudici, mentre la Calabria si ferma ancora una volta per onorare quei corpi che il mare ha riportato a riva in una gelida alba di fine febbraio.

