Un romano di 54 anni arrestato per tentato omicidio. La vittima, 50 anni, ha riportato fratture multiple al volto e ferite da arma bianca. L’uomo è stato rintracciato dai Carabinieri al Pronto Soccorso dopo l’abuso di alcol.
Il dramma è esploso nel pomeriggio di giovedì, tra le mura di un’abitazione nel quadrante est della Capitale. Durante un violento diverbio, un uomo di 54 anni, in preda a un forte stato di alterazione dovuto all’alcol, si è scagliato contro la compagna di 50 anni con una ferocia inaudita. L’uomo non si è limitato alle percosse, ma ha utilizzato un coltello e altri oggetti contundenti per infierire sulla donna prima di dileguarsi.
Il soccorso e la diagnosi
L’allarme al 112 ha permesso agli operatori del 118 di intervenire tempestivamente. La donna è stata trovata in una pozza di sangue all’interno dell’appartamento e trasportata d’urgenza in codice rosso al più vicino ospedale.
- Le ferite: I medici hanno riscontrato fratture multiple alle ossa del volto e diverse ferite lacero-contuse provocate da un’arma bianca.
- La prognosi: La vittima è stata dichiarata fuori pericolo di vita, ma è rimasta ricoverata in osservazione con una prognosi di 40 giorni.
L’arresto paradossale al Pronto Soccorso
Mentre i Carabinieri della Stazione di Tor Pignattara avviavano le indagini e raccoglievano le testimonianze, l’aggressore ha compiuto un passo falso. Poco dopo la fuga, l’uomo ha accusato un malore — causato proprio dall’eccesso di alcol — e ha chiamato lui stesso il 118.
I militari lo hanno rintracciato proprio mentre si trovava al Pronto Soccorso in attesa di cure. Qui è scattato l’arresto con l’accusa di tentato omicidio.
I rilievi scientifici
Sul luogo del delitto sono intervenuti gli specialisti della sezione rilievi tecnico-scientifici del Nucleo Investigativo di Roma. Gli accertamenti hanno permesso di blindare l’accusa:
- Il sequestro: Sono stati ritrovati il coltello utilizzato per l’aggressione e altri oggetti usati per colpire la donna.
- Le prove: Gli abiti del 54enne, ancora intrisi di sangue, sono stati sequestrati per le analisi del DNA.
L’indagato, piantonato in ospedale, sarà trasferito in carcere non appena dimesso, in attesa dell’udienza di convalida davanti al GIP.

