Laika contro l’ICE sui muri della città

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L’ultima provocazione della street artist Laika non si trova sulle montagne di Cortina o tra i grattacieli di Milano, ma nel cuore di Roma.

L’opera è comparsa all’alba di oggi, 5 febbraio 2026, proprio davanti alla sede del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) in viale Tiziano, nel quartiere Flaminio.

I dettagli della denuncia

Il murale (o meglio, il poster, tecnica prediletta dall’artista) è posizionato strategicamente per essere visto dai vertici dello sport italiano proprio nei giorni che precedono l’inizio ufficiale di Milano-Cortina 2026.

La scelta del luogo è tutt’altro che casuale:

  • Contro la militarizzazione: Ponendo l’immagine di un agente dell’ICE (l’agenzia federale americana anti-immigrazione) che punta una pistola contro uno sciatore proprio davanti al CONI, Laika critica apertamente la decisione di affidare parte della sicurezza olimpica ad apparati di polizia stranieri noti per la loro durezza nella gestione dei confini.
  • Sovranità e Sicurezza: L’opera suggerisce che l’evento olimpico stia diventando un pretesto per importare modelli di controllo repressivi che nulla hanno a che fare con lo spirito sportivo.

Laika a Roma

Questa incursione conferma il legame “politico” di Laika con la Capitale, dove è solita affiggere le sue opere nei pressi di luoghi istituzionali o ambasciate per massimizzarne l’impatto:

  1. Viale Tiziano: Sede del CONI (quest’ultima opera).
  2. Via Nomentana: Nei pressi dell’Ambasciata iraniana (per le opere sulla rivoluzione in Iran).
  3. Via dei Villini: Vicino all’Ambasciata d’Ungheria (per il celebre poster su Ilaria Salis).

Con questo nuovo attacco, la “Attacchina Romana” ribadisce la sua missione: trasformare i muri della città in manifesti di resistenza civile, ricordando che i Giochi Olimpici non sono solo sport, ma anche un enorme campo di battaglia geopolitico.