Scontri al corteo Torino è partigiana: 3 arresti e 24 denunce, feriti tra le forze dell’ordine

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di Umberto Zollo

La manifestazione nazionale “Torino è partigiana”, indetta in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna del 18 dicembre, si è svolta con un’affluenza stimata in circa 20 mila persone. Nel corso del pomeriggio una parte del corteo è degenerata in violenti scontri con le forze dell’ordine: al termine, risultano 3 arresti e 24 persone denunciate.

La mobilitazione ha visto due spezzoni partire dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova, ricongiungendosi attorno alle 16 in corso Cairoli con quello partito dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, composto da collettivi universitari e centri sociali provenienti da varie zone d’Italia. Da lì il corteo ha proseguito verso corso San Maurizio.

Poco prima dell’intersezione con corso Regio Parco, circa 1.500 persone si sarebbero travisate (abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna), muovendosi in modo compatto verso corso Regina Margherita, in direzione dello sbarramento predisposto a protezione della sede di Askatasuna. Nelle fasi del travisamento viene segnalata anche un’aggressione ai danni di una giornalista e della sua troupe, con distruzione delle attrezzature.

Il gruppo avrebbe occupato le carreggiate del corso e sferrato ripetuti attacchi contro i contingenti delle forze dell’ordine con pietre, bottiglie, razzi e bombe carta, oltre all’impiego di tubi di lancio artigianali e materiale recuperato in strada. Per ostacolare l’avanzamento dei reparti, sarebbero state erette barricate con cassonetti e altro materiale poi dato alle fiamme; un mezzo di servizio del Reparto Mobile di Torino sarebbe stato incendiato.

Nel corso degli scontri, un operatore del 2° Reparto Mobile di Padova sarebbe stato colpito ripetutamente e successivamente soccorso da altri agenti. La gestione dell’ordine pubblico, riferisce la polizia, ha incluso l’uso di idranti, lacrimogeni e azioni di respingimento, fino al progressivo arretramento dei facinorosi verso la sponda opposta del fiume Dora e al successivo deflusso dei manifestanti.

La polizia segnala anche danneggiamenti ad arredi urbani, a una filiale bancaria e a un supermercato lungo corso Regina Margherita. Nel bilancio degli scontri vengono indicati circa cento operatori delle forze di polizia rimasti feriti.

Le attività investigative sono state condotte dalla Digos della Questura di Torino: due uomini italiani di 31 e 35 anni sono stati arrestati in flagranza per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Un terzo arresto, in flagranza differita, riguarda un 22enne proveniente dalla provincia di Grosseto, individuato, secondo quanto riferito, attraverso l’analisi di filmati, con l’ipotesi di concorso in lesioni a un pubblico ufficiale e ulteriori contestazioni (tra cui rapina in concorso per il presunto sottrarsi di dotazioni di servizio).

Durante le fasi più tese, 24 persone sono state bloccate e accompagnate in questura, dove sono state identificate e denunciate a vario titolo per resistenza, porto di armi improprie, travisamento e inosservanza di provvedimenti dell’autorità. Sarebbero stati sequestrati materiali per il travisamento e oggetti ritenuti atti all’offesa, tra cui sassi (tenuti negli zaini), chiavi inglesi, frombole e coltelli.

Nei giorni 29, 30 e 31 gennaio, in servizi preventivi sulle principali tratte stradali e ferroviarie verso Torino e presso l’aeroporto di Caselle, la polizia riferisce di aver controllato e identificato 772 persone, 54 delle quali straniere. Il questore Massimo Gambino avrebbe inoltre disposto misure di prevenzione, tra fogli di via, avvisi orali e divieti di accesso a locali pubblici, nei confronti di soggetti trovati con materiali per il travisamento o ritenuti pericolosi sulla base di precedenti.

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Umberto Zollo