Torino è stata oggi teatro di una massiccia manifestazione in solidarietà al centro sociale Askatasuna, sgomberato nei mesi scorsi dalle autorità cittadine. Migliaia di partecipanti provenienti da tutta Italia e dall’estero si sono radunati in città, determinati a sostenere i membri del centro sociale e a denunciare lo sgombero. Gli organizzatori hanno previsto tre punti di partenza: piazza XVIII Dicembre, Porta Nuova e Palazzo Nuovo, da cui sono partiti cortei distinti destinati a ricongiungersi in piazza Vittorio, creando un unico grande concentramento.
La manifestazione ha rapidamente assunto toni di alta tensione. In corso Regina Margherita si sono verificati scoppi di petardi e il lancio di oggetti contro il cordone delle forze dell’ordine, schierate per proteggere la palazzina che un tempo ospitava Askatasuna. Alcuni manifestanti si sono coperti il volto, rendendo più complessa la gestione della folla. Per disperdere i partecipanti e contenere la situazione, le forze dell’ordine hanno effettuato lanci di lacrimogeni in diverse zone della città. La tensione ha generato momenti di paura e disagio tra i cittadini presenti nelle aree limitrofe al percorso dei cortei.
La protesta ha spinto numerosi commercianti a prendere precauzioni. A Vanchiglia, molti negozi e supermercati hanno abbassato le serrande per proteggere clienti e dipendenti, come già accaduto in precedenti manifestazioni legate a Askatasuna. Questa misura preventiva evidenzia come le tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine abbiano un impatto diretto sulle attività commerciali e sulla vita quotidiana della città.
L’evento di Torino rappresenta un nuovo capitolo del dibattito politico e sociale sui centri sociali, sulla gestione degli spazi urbani e sul diritto di espressione. Gli organizzatori hanno ribadito la natura pacifica della manifestazione, pur criticando l’intervento delle forze dell’ordine come eccessivo. Le autorità cittadine, da parte loro, hanno sottolineato la necessità di garantire la sicurezza e prevenire eventuali escalation violente, monitorando attentamente l’evolversi della situazione.
La protesta di Torino per Askatasuna conferma la persistenza di tensioni tra istituzioni e movimenti sociali, mettendo in luce le difficoltà di conciliare libertà di manifestazione e ordine pubblico. La città rimane sotto stretta osservazione mediatica e delle autorità locali, mentre cittadini e attivisti continuano a esprimere la propria mobilitazione in maniera determinata e visibile.

