È un uomo di alto spessore Sergio Pirozzi.
Colui che ha saputo, da Sindaco, tenere in piedi una popolazione, quella di Amatrice, come la chiama lui, Borgo martoriato, durante e dopo il terrificante terremoto del 2016, e da allenatore fare imprese storiche, come riportare dopo decenni bui, il Rieti calcio tra i professionisti.
Ieri ha compiuto 61 anni, il Mister che sta capeggiando la Lucchese, adesso sola al comando del campionato di Eccellenza girone A dopo la sofferta vittoria per 1-0 nel derby con i rivali di sempre del Viareggio e la inaspettata sconfitta del quotatissimo Zenith Prato contro il fanalino Cenaia.
Un ottimo Viareggio, mai domo quello visto al Porta Elisa, ma che adesso si trova a sette lunghezze dalle Pantere anche se con una partita in meno. Ebbene la differenza la sta facendo proprio lui il mister dalle 700 panchine compiute domenica, che ha lasciato la serie A con la Lazio primavera per scendere in Eccellenza, lui che è nato lo stesso giorno di Mourinho e Gasperini e che adesso è nel mirino di diversi club ambiziosi e di categorie superiori non solo in Toscana.
Ma questo solo dopo aver portato a termine il suo “compito”, ovvero finire quello che dal nulla è rinato lo scorso Agosto in fretta e furia a Lucca calcistica, “martoriata” dall’ennesimo fallimento societario dopo la morte di un grande imprenditore come Bulgarella.
Un compito che per molti è scontato visto il blasone della Lucchese per la categoria, ma per chi ha testimoniato. come noi di Teleregione, come è nato tutto, a dir poco., si chiama Impresa.
