Nuovi verbali choc sulla strage di Crans-Montana. La donna avrebbe forzato il limite di capienza del locale. Intanto il marito Jacques attende la decisione sulla cauzione.
“Overcrowding”, sovraffollamento. È questa la parola chiave che ricorre nei rapporti della polizia cantonale del Vallese. La notte di Capodanno, il locale “Le Constellation” non era solo pieno: era una trappola umana. E a spingere perché si superasse il limite di sicurezza sarebbe stata proprio Jessica Moretti.
La testimonianza: «Ignorati i rischi»
Alcuni ex dipendenti e addetti alla sicurezza, sentiti in gran segreto dalla Procura, hanno riportato una frase che ora pesa come un macigno nelle indagini: «Facciamo entrare più gente, stasera non si rifiuta nessuno».
Queste parole sarebbero state pronunciate da Jessica Moretti mentre l’ingresso del locale era già congestionato.
- Capienza raddoppiata: Secondo le stime, nel locale erano presenti quasi il doppio delle persone consentite.
- Uscite ostruite: La calca avrebbe reso impossibile raggiungere le uscite di sicurezza una volta divampate le fiamme, trasformando il corridoio principale in un imbuto mortale.
La posizione di Jacques Moretti: carcere o cauzione?
Mentre la figura della moglie emerge come la “mente” operativa e decisionale, Jacques Moretti resta per ora dietro le sbarre a Sion. Tuttavia, la sua posizione legale potrebbe subire un’evoluzione a breve.
I suoi legali hanno presentato un’istanza di scarcerazione, sostenendo che l’uomo non rappresenti un pericolo di fuga né di inquinamento delle prove.
L’indiscrezione: Il giudice istruttore starebbe valutando la possibilità di concedere la libertà provvisoria dietro il pagamento di una maxi-cauzione. La cifra si preannuncia altissima, proporzionata al patrimonio milionario (e sospetto) della coppia.
Il giallo dei soccorsi ritardati
Oltre al sovraffollamento, l’inchiesta sta cercando di capire se sia vero che i titolari abbiano tentato di domare le prime fiamme “privatamente” per non interrompere la festa, ritardando la chiamata ai vigili del fuoco di diversi, preziosissimi minuti. Un ritardo che, se confermato, aggraverebbe l’accusa da incendio colposo a omicidio per omissione.
Verso il confronto in aula
Il confronto tra le versioni dei coniugi Moretti e le testimonianze dei superstiti sarà il punto nodale del processo. Jessica Moretti, al momento sotto sorveglianza, continua a negare ogni accusa, ma i verbali di quella notte raccontano una storia di cinismo e negligenza che Crans-Montana difficilmente potrà dimenticare.
