La studentessa 22enne sembra svanita nel nulla. Carabinieri, Soccorso Alpino e Vigili del Fuoco impegnati in una corsa contro il tempo tra la fitta vegetazione. Giallo sulle ultime ore della giovane.
Un raggio d’azione che si allarga ora dopo ora, ma di Annabella nessuna traccia. Le ricerche si stanno concentrando con particolare intensità nella zona boschiva della provincia di Padova, un’area impervia dove la giovane è stata segnalata l’ultima volta. In campo c’è una vera e propria task force composta da Carabinieri, Soccorso Alpino, Protezione Civile e Vigili del Fuoco, che stanno perlustrando ogni anfratto “palmo a palmo”.
Tecnologia e fiuto contro l’ignoto
Per superare le difficoltà del terreno, le squadre di soccorso stanno schierando il meglio delle tecnologie di ricerca:
- Droni con termoscanner: Sorvolano le aree più fitte nella speranza di individuare una traccia termica, anche se le temperature rigide di gennaio rendono le operazioni complesse.
- Cani Molecolari: Gli “esperti” del fiuto stanno lavorando su alcuni indumenti della ragazza, cercando di ricostruire il percorso fatto dalla studentessa prima che si perdessero i contatti.
- Squadre di terra: Centinaia di volontari stanno battendo sentieri e zone di sottobosco, sfidando il gelo e la stanchezza.
Tre piste per un mistero
Gli inquirenti, coordinati dalla Procura, mantengono il massimo riserbo ma confermano che non si esclude nessuna ipotesi:
- L’incidente: Annabella potrebbe aver perso l’orientamento durante una passeggiata, restando vittima di una caduta o di un malore che le impedisce di chiedere aiuto.
- L’allontanamento volontario: Un momento di fragilità o il desiderio di staccare dalla routine universitaria potrebbero aver spinto la giovane a sparire temporaneamente.
- Il coinvolgimento di terzi: Resta aperta la possibilità che la 22enne non sia sola e che si trovi in compagnia di qualcuno, volontariamente o meno.
