Trump esige 50 milioni di barili dal Venezuela: «Gestiremo noi i proventi»

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Caracas risponde con la linea dura: la Presidente ad interim Delcy Rodríguez schiera l’esercito a difesa dei pozzi. Pechino avverte Washington: «Rispettate la sovranità, violato il diritto internazionale».

Non è passato neanche un mese dal suo insediamento e Donald Trump ha già aperto quello che molti analisti definiscono il “fronte del greggio”. Con un annuncio che fonde diplomazia e pressione economica, il Tycoon ha dichiarato che gli Stati Uniti otterranno dal Venezuela tra i 30 e i 50 milioni di barili di petroliodi alta qualità.

La particolarità? Secondo il piano della Casa Bianca, il petrolio sarà venduto al prezzo di mercato, ma i proventi saranno gestiti direttamente da Trump in qualità di Presidente USA, ufficialmente per garantire che vadano «a beneficio dei popoli del Venezuela e degli Stati Uniti».


La Reazione di Caracas: Esercito nelle Raffinerie

La risposta del governo venezuelano, ora guidato dalla Presidente ad interim Delcy Rodríguez (entrata in carica dopo il blitz del 3 gennaio), è stata di netta chiusura, nonostante Washington l’avesse inizialmente indicata come una figura con cui “poter lavorare”.

  • Occupazione Militare: Rodríguez ha ordinato alle Forze Armate Boliviane (FANB) l’occupazione immediata di tutte le strutture petrolifere e dei centri energetici nevralgici.
  • Tolleranza Zero: Il governo ha decretato l’arresto immediato per chiunque, all’interno del Paese o nelle infrastrutture strategiche, sostenga apertamente le richieste o l’intervento degli Stati Uniti.
  • Sovranità: «Il Venezuela è diretto dal governo venezuelano e da nessun altro», ha tuonato Rodríguez, replicando al monito di Trump che la minacciava di farle pagare «un prezzo più caro di quello di Maduro» se non avesse collaborato.

(Nota: L’immagine sopra illustra la pressione strutturale a cui è sottoposto il sistema Venezuela, paragonabile a un argine che tenta di contenere l’onda d’urto geopolitica esterna)

Il Monito di Pechino: «Violato il Diritto Internazionale»

L’intervento di Trump ha provocato l’immediata reazione della Cina, storico partner commerciale di Caracas e creditore di gran parte del debito venezuelano. Il Ministero degli Esteri cinese ha rilasciato una nota durissima:

  1. Sovranità Permanente: Pechino ricorda che il Venezuela è uno Stato sovrano con piena sovranità sulle proprie risorse naturali.
  2. Illegalità delle Richieste: Le pretese di Washington di gestire i proventi petroliferi di un altro Stato vengono definite una «palese violazione del diritto internazionale».
  3. Ultimatum di Trump: Il Presidente USA ha intanto chiesto a Rodríguez di espellere Cina, Russia, Iran e Cubadal Paese, interrompendo ogni legame economico con l’asse anti-occidentale.

Uno Scenario di Guerra Fredda 2.0

Mentre la flotta statunitense blocca le petroliere sanzionate in uscita dai porti venezuelani, il rischio di un incidente militare diretto sale vertiginosamente. Se Trump dovesse decidere di utilizzare le forze armate per “prelevare” fisicamente il petrolio, come già ipotizzato nei giorni scorsi, si entrerebbe in una fase di conflitto aperto di cui è difficile prevedere gli esiti.