Se pensavamo che il peggio fosse passato con gli allagamenti e le piogge torrenziali dei giorni scorsi, dobbiamo purtroppo ricrederci. Da domani, giovedì 8 gennaio, lo scenario meteorologico cambierà volto: non sarà più solo una questione di pioggia, ma di freddo pungente e neve.
L’arrivo del nucleo polare
Il vero protagonista della giornata sarà un impulso d’aria artica che entrerà con prepotenza sul Mediterraneo. Questo significa che, mentre oggi abbiamo combattuto contro il fango e i fiumi in piena, da domani inizieremo a combattere contro il gelo. Le temperature subiranno un crollo verticale in tutta la Penisola, portando il termometro sotto lo zero in molte città del Centro-Nord già dalle prime ore del mattino.
La neve scende di quota
La notizia più rilevante riguarda la neve. Non resterà più confinata sulle vette, ma inizierà a scendere verso le colline e, in alcuni casi, quasi fino in pianura.
- In Toscana e Umbria, la neve potrebbe imbiancare le colline già a 200-300 metri.
- Lungo il versante adriatico (Marche e Abruzzo), l’aria fredda porterà fiocchi a quote bassissime, rendendo la circolazione difficile sui passi appenninici.
- A Roma, dopo il grande spavento per la piena del Tevere e dell’Aniene, non si aspetta la neve in centro, ma il calo termico sarà drastico e i rilievi che circondano la Capitale, come i Castelli Romani, potrebbero svegliarsi imbiancati.
Vento e mari in tempesta
Mentre il Nord resterà più asciutto ma “ghiacciato” (con minime che in Pianura Padana toccheranno i -5°C), il Sud e le Isole dovranno fare i conti con venti fortissimi di Maestrale e Tramontana. Le raffiche supereranno i 90 km/h, rendendo i mari molto agitati e rendendo difficili i collegamenti con le isole minori.
Una nuova fase per l’emergenza fiumi
C’è un aspetto paradossale in questo cambiamento: il freddo, congelando i terreni in montagna, “bloccherà” l’acqua, impedendo che altra pioggia finisca subito nei fiumi. Tuttavia, le banchine del Tevere resteranno sommerse ancora per ore a causa dell’onda di piena che sta scendendo lentamente verso la foce. Il pericolo passerà dalle esondazioni al ghiaccio sulle strade: con tutto il fango e l’acqua rimasti sulle carreggiate, le gelate notturne trasformeranno molte vie secondarie in vere piste di pattinaggio.
In sintesi, da giovedì prepariamoci a tirare fuori i cappotti pesanti e a prestare massima attenzione alla guida: l’inverno, quello vero, ha deciso di fare sul serio.
