Massacro nel Darfur Settentrionale: 114 Civili Uccisi in una Settimana. Pioggia di Droni su El-Zurq

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L’esercito sudanese intensifica le operazioni contro i paramilitari delle RSF. Colpita la roccaforte della famiglia del leader Daglo: tra le vittime decine di donne e bambini. La comunità internazionale resta a guardare.

Mentre l’attenzione globale è rivolta ai fronti mediorientali, in Sudan si sta consumando una delle peggiori catastrofi umanitarie del secolo. Nell’arco di soli sette giorni, la regione del Darfur settentrionale è stata teatro di un’escalation di violenza che ha portato all’uccisione di almeno 114 civili, vittime del fuoco incrociato tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e i paramilitari delle Forze di Supporto Rapido (RSF).


L’Attacco su El-Zurq: Nel mirino il Clan Daglo

L’episodio più cruento si è verificato nella città di El-Zurq, un centro strategico e simbolico situato vicino al confine con il Ciad. Secondo quanto riferito da fonti dell’ospedale locale, un raid condotto con droni dall’esercito regolare ha colpito aree densamente popolate.

“Abbiamo contato 51 civili uccisi in un solo giorno a causa degli attacchi con i droni,” ha riferito una fonte medica di El-Zurq. “La città è stata presa di mira perché ospita la residenza della famiglia di Mohamed ‘Hemedti’ Daglo, il leader delle RSF. Ma a pagare il prezzo più alto, ancora una volta, è stata la popolazione civile.”

Una Settimana di Sangue

Il bilancio complessivo di 114 morti in una settimana fotografa un conflitto che ha ormai perso ogni barlume di distinzione tra obiettivi militari e civili. I combattimenti si sono intensificati intorno a El-Fasher, l’ultima roccaforte dell’esercito nel Darfur, che le RSF stanno tentando di espugnare con un assedio asfissiante.

  • Droni e Artiglieria: L’uso massiccio di droni da parte dell’esercito regolare ha trasformato i centri abitati in trappole mortali.
  • Carenza Sanitaria: Gli ospedali superstiti nel Darfur settentrionale sono al collasso, privi di forniture mediche di base e personale, impossibilitati a gestire il flusso costante di feriti.

Geopolitica del Caos: Un Conflitto Dimenticato

Il conflitto in Sudan, scoppiato nell’aprile 2023, vede contrapposti il generale Abdel Fattah al-Burhan (SAF) e il suo ex vice Hemedti (RSF). Dopo quasi tre anni di guerra, il Paese è sull’orlo di una carestia su larga scala.

Il Darfur, in particolare, sta rivivendo gli orrori della pulizia etnica dei primi anni 2000. Le organizzazioni per i diritti umani denunciano che l’uso di droni contro obiettivi civili a El-Zurq potrebbe configurarsi come un crimine di guerra, volto a colpire non solo i combattenti paramilitari ma a sradicare la base sociale e tribale del clan Daglo.


Le Prospettive

Nonostante i timidi tentativi di mediazione internazionale, la pace sembra un miraggio. La cattura o la difesa del Darfur settentrionale è considerata da entrambe le parti come la “chiave” per il controllo dell’intero Sudan occidentale e per la gestione dei flussi di armamenti che attraversano i confini desertici. Nel frattempo, i numeri delle vittime civili continuano a crescere, alimentando una delle crisi di rifugiati più gravi al mondo.