Dalle navi da crociera al successo televisivo, lo chef racconta il suo percorso umano: «Ho un figlio di 19 anni che sostengo a distanza, ma non ci siamo ancora visti. Gli errori di gioventù aiutano a crescere».
Dietro il sorriso smagliante e l’energia contagiosa che lo hanno reso uno dei volti più amati della cucina in TV, si cela il percorso di un uomo che ha saputo mescolare gli ingredienti di una vita avventurosa con quelli, a volte complessi, della responsabilità. Alessandro Borghese, figlio dell’iconica Barbara Bouchet e di Luigi Borghese, oggi apre il libro dei ricordi, parlando non solo di ricette, ma di radici e legami familiari.
Una formazione tra i flutti e le metropoli
Prima di diventare il “giudice” dei ristoratori italiani, Borghese è stato un vero cittadino del mondo. La sua gavetta non è iniziata sotto i riflettori, ma nelle cucine frenetiche delle navi da crociera e nei ristoranti di lusso tra Londra, San Francisco e il Sud-Est asiatico.
«La cucina è incontro tra culture», ama ripetere lo chef, ricordando quegli anni di formazione intensa che lo hanno forgiato come professionista e come uomo, lontano dai privilegi che il suo cognome avrebbe potuto garantirgli.
Il “figlio segreto” e la responsabilità di un padre
Proprio durante quegli anni errabondi e spensierati, è avvenuto un episodio che ha segnato la sua vita privata. Ospite del podcast Belli Dentro Belli Fuori di Gianluca Gazzoli, Borghese è tornato a parlare di un figlio, oggi diciannovenne, nato da una relazione di gioventù e di cui ha appreso l’esistenza solo dopo il parto.
«Fu un errore di gioventù», ha ammesso con onestà. Nonostante la complessità della situazione, lo chef non si è mai tirato indietro:
- Il riconoscimento: Borghese ha riconosciuto legalmente il ragazzo.
- Il sostegno: Insieme alla moglie Wilma, lo segue a distanza e lo sostiene economicamente.
- Il legame mancato: «Non ci siamo ancora visti di persona, vive all’estero», ha spiegato, sottolineando però che in casa sua l’argomento non è un tabù. «Nella vita non si può mai sapere», ha aggiunto, lasciando la porta aperta a un possibile abbraccio futuro.
La famiglia a Milano: un papà “geloso” e premuroso
Oggi la stabilità di Alessandro ha il nome di Wilma Oliviero, sposata nel 2009, e delle loro due figlie, Arizona (12 anni) e Alexandra (8 anni). Nella quiete della sua casa milanese, lo chef si descrive come un padre estremamente affettuoso ma anche “iper-protettivo”.
«Sono gelosissimo delle mie figlie», ha confessato in una recente intervista. «Mi do i pizzicotti per stare zitto e lasciarle fare, mi sforzo di non limitarle perché so quanto sia importante fare le proprie esperienze».
L’ingrediente segreto: la consapevolezza
A 49 anni, Alessandro Borghese appare come un uomo risolto. Non rinnega le ombre del passato, ma le integra nella sua narrazione personale come tappe necessarie di un’evoluzione continua. «Tutti commettiamo errori da giovani. L’importante è assumersene la responsabilità e imparare. Anche questo, in fondo, è un ingrediente della crescita». Una lezione di vita che, proprio come una delle sue celebri “cacio e pepe”, richiede equilibrio, carattere e, soprattutto, molta verità.
