La cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi all’alba del 3 gennaio 2026 ha scosso la scena politica globale in un’operazione militare senza precedenti nel continente americano. Secondo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, l’intervento è stato un “grande attacco su scala” che ha visto la cattura di Maduro e di sua moglie Cilia Flores durante un blitz delle forze speciali americane, risultato di settimane di crescenti tensioni tra Washington e Caracas. Trump ha affermato che Maduro e la moglie sono stati portati fuori dal Paese e che verranno incriminati a New York con accuse legate a narco-terrorismo, traffico di droga e traffico di armi, ribadendo che gli Stati Uniti intendono gestire temporaneamente il Venezuela per garantire una “transizione sicura”.
L’operazione, identificata come parte di una campagna militare statunitense contro il narcotraffico nella regione, ha scatenato forti esplosioni nella capitale Caracas e in altre aree del paese, con vittime e feriti tra civili e militari. Il governo venezuelano ha denunciato l’azione come una “gravissima aggressione militare” e una violazione della sovranità nazionale, dichiarando lo stato di emergenza e mobilitando la popolazione. La vicepresidente Delcy Rodríguez ha assunto temporaneamente la presidenza ai sensi della Costituzione venezuelana, chiedendo immediatamente una “prova di vita” di Maduro e informazioni sul suo luogo di detenzione.
Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere: diversi governi e organismi multilaterali hanno criticato l’intervento degli Stati Uniti, sostenendo che la cattura di un capo di Stato sovrano senza mandato internazionale costituisce una pericolosa violazione del diritto internazionale. Il presidente del Consiglio europeo António Costa e il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot hanno ribadito che nessuna soluzione politica imposta dall’esterno può essere sostenibile, mentre paesi come Russia, Cina e Cuba hanno condannato duramente l’azione militare.
Nel frattempo, la situazione in Venezuela rimane altamente fluida e incerta, con proteste in corso a Caracas e un dibattito globale sul futuro politico e legale del Paese. La comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evolversi degli eventi, mentre il destino di Nicolás Maduro e le implicazioni per la regione restano ancora da definire.

