New York, l’era Mamdani ha inizio: “Mostreremo al mondo come governa la sinistra”

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“Molti ci osserveranno. Vogliono sapere se la sinistra è in grado di governare, se i problemi che li affliggono possono essere risolti. Daremo l’esempio al mondo”. Con queste parole cariche di sfida e ambizione, Zohran Mamdani ha inaugurato ufficialmente il suo mandato come 112º sindaco di New York.

In una giornata densa di simbolismo, il trentaquattrenne socialista democratico ha segnato una serie di primati storici: è il più giovane sindaco della metropoli da oltre un secolo, il primo di fede musulmana e il primo nato nel continente africano (in Uganda) a guidare la Grande Mela.

Un giuramento tra storia e fede

La giornata è iniziata con una cerimonia privata poco dopo la mezzanotte del 1° gennaio 2026, svoltasi nell’affascinante cornice della vecchia stazione della metropolitana di City Hall, un gioiello architettonico abbandonato che Mamdani ha scelto per sottolineare la sua priorità: il rilancio dei trasporti pubblici e dei servizi per la classe lavoratrice.

Nel pomeriggio, il giuramento pubblico sulla scalinata del Municipio davanti a migliaia di sostenitori in festa. Mamdani ha giurato sul Corano, utilizzando due copie del testo sacro: una appartenuta a suo nonno e l’altra allo storico e scrittore afroamericano Arturo Schomburg, concessa per l’occasione dalla New York Public Library.

Il “Dream Team” della sinistra americana

Sul palco, a suggellare la vittoria di quella che è stata definita “la più grande sorpresa politica della storia moderna della città”, c’erano i pesi massimi del progressismo statunitense:

  • Bernie Sanders: Il senatore del Vermont, mentore politico di Mamdani, ha amministrato formalmente il giuramento.
  • Alexandria Ocasio-Cortez: La deputata del Bronx ha introdotto il neo-sindaco parlando dell’inizio di una “nuova era” di giustizia sociale ed economica.

Un’agenda “audace”

Mamdani, che ha sconfitto alle primarie l’ex governatore Andrew Cuomo e alle generali ha resistito ai duri attacchi di Donald Trump, non ha usato toni concilianti nel suo discorso inaugurale. Ha ribadito i punti cardine del suo programma:

  • Blocco degli affitti: Per contrastare la crisi abitativa che affligge milioni di newyorkesi.
  • Trasporti gratuiti: A partire da un progetto pilota sugli autobus cittadini.
  • Alimentari pubblici: La creazione di una rete di negozi di alimentari gestiti dalla città per abbassare il costo della vita.

“Siamo stati eletti come socialisti democratici e governeremo come tali”, ha dichiarato con fermezza, mentre la folla scandiva slogan di supporto.


Verso il 2026: cambiamento o stallo?

Il mandato di Mamdani inizia in un clima di forte polarizzazione. Se da un lato l’entusiasmo della base progressista è alle stelle, dall’altro l’amministrazione dovrà fare i conti con l’opposizione dei moderati e le sfide di bilancio. Ma per oggi, tra le strade di Lower Manhattan trasformate in un’enorme festa di quartiere, New York sembra aver scelto di scommettere sul sogno di una città radicalmente diversa.