Mondo del cinema in lutto. Addio a Robert Redford

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Lo amavo, l’unico uomo #biondo che mi sia mai piaciuto. Una volta, a vent’anni, ebbi la #fortuna di incontrarlo a New York a una cena straordinaria per l’inaugurazione della mostra su #Boccioni al #MoMa, un anno dopo aver girato ‘La mia Africa “. Era bellissimo, semplice, sorridente. Oggi scrivo con malinconia che #RobertRedford non c’è più: si è spento a 89 anni, nella sua casa nello Utah, nel sonno.

Era ‘Come eravamo’, accanto a Barbra #Streisand, con lo sguardo limpido e ribelle che conquistava senza sforzo. Era ‘Butch Cassidy and the Sundance Kid’ in sella accanto a #PaulNewman, il sorriso scanzonato che lo consacrò icona. Era ‘ I tre giorni del Condor’, “Tutti gli uomini del presidente ‘, ‘La mia Africa’: film che hanno attraversato generazioni e reso #Redford un simbolo di un’epoca irripetibile.

Ma ridurlo ad essere solo un volto sarebbe un enorme torto. #Redford è stato regista premiato con l’#Oscar per Ordinary People, fondatore del #SundanceFestival, voce dei registi indipendenti, difensore dell’ambiente e delle cause in cui credeva. Dietro la leggenda c’era un uomo che cercava #autenticità, che ha trasformato il suo carisma in impegno culturale e civile.

Con la sua #morte – non ho voglia di scrivere più righe su questo vero mito – si chiude davvero un’epoca. #Hollywood perde uno dei suoi ultimi eroi romantici, e noi #spettatori perdiamo un compagno di emozioni. Io lo #ricorderò sempre come quella sera a New York: bello, #sorridente, senza artifici. È così che voglio salutarlo, con gratitudine: #RobertRedford resterai per sempre #luce sul grande schermo.

Fonte: ArteCultura Magazine

(Titti Giuliani Foti)