Grave incidente in Tanzania: morte suore carmelitane missionarie e autista

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Un tragico incidente stradale ha causato la morte di quattro suore della congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie e del loro autista. L’evento ha scosso profondamente la comunità religiosa, che rimane ora in attesa delle indagini per chiarire la dinamica dello schianto. 


Le vittime

Le religiose decedute sono:

  • Sr. Lilian G. Kapongo, Superiora Generale della congregazione 
  • Sr. Nerina De Simone, Consigliera e Segretaria Generale, italiana 
  • Sr. Damaris Matheka, Consigliera Provinciale 
  • Sr. Stellamaris Muthini 

Inoltre, ha perso la vita l’autista del veicolo su cui viaggiavano. 

Una sesta religiosa, Sr. Paulina Crisante Mipata, è rimasta gravemente ferita ed è ricoverata in ospedale in condizioni critiche. 


Dove e come è successo

L’incidente è avvenuto mentre il gruppo di suore era in viaggio verso l’aeroporto di Mwanza, in Tanzania. 

Al momento non è chiaro che cosa abbia causato lo schianto: non è stata ancora definita la dinamica né sono noti dettagli come lo stato del veicolo, le condizioni stradali o metereologiche.


Reazioni e procedimenti

La Congregazione ha espresso dolore e commozione per la perdita delle loro consorelle, sottolineando anche l’affetto e il servizio instancabile che queste svolgevano in missione.

Il Vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo, ha fatto pervenire un messaggio di vicinanza spirituale e preghiera, invitando tutti a sostenere la comunità religiosa in questo momento di lutto, e a pregare per la guarigione di Sr. Paulina. 


Ruolo delle autorità italiane

È intervenuta anche la Farnesina, che sta lavorando insieme all’ordine religioso di appartenenza delle suore e con le autorità kenyote locali, per gestire tutte le formalità relative al rientro dei corpi, al riconoscimento legale, alle comunicazioni ufficiali e al sostegno alla comunità colpita. 


Significato e riflessioni

La tragedia richiama con forza i rischi che molte religiose e missionarie affrontano quotidianamente nelle loro attività: viaggi in zone lontane, spostamenti su strade spesso imperfette, mezzi di trasporto non sempre affidabili, condizioni logistiche difficili.

Il legame tra le comunità italiane (in particolare Ispica, da cui proviene la Congregazione) e le missioni in Tanzania si fa ora più forte nel lutto, nella preghiera e nella solidarietà. Per molti fedeli, per le suore superstiti, per gli abitanti locali, la perdita riguarda non solo individui, ma maestri di vita e servizio al prossimo.