Una giornata di festa si è trasformata in tragedia per Simone La Torre, 23 anni di Monreale, rimasto ucciso dopo essere caduto in mare ed essere stato colpito dalle eliche del gommone su cui si trovava, nel golfo di Mondello.
Dinamica dell’incidente
Secondo le prime ricostruzioni, Simone era seduto a cavalcioni sul tubolare del gommone, a bordo con altri sette amici, quando ha perso l’equilibrio e ha finito per cadere vicino alla poppa. In quel momento è stato risucchiato dai vortici prodotti dall’elica, riportando ferite gravissime al torace, alle braccia e a una gamba. I soccorsi, organizzati rapidamente dagli amici e dal 118, non sono bastati a salvarlo.
Avvio delle indagini
La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo e disposto il sequestro del gommone. Sotto la lente degli inquirenti sono finite le condizioni del noleggio e la circostanza secondo cui chi stava alla guida non risultava essere in possesso della patente nautica necessaria per guidare quel tipo di imbarcazione, che superava i 40 cavalli e ospitava più di cinque persone. Le indagini sono condotte dalla Capitaneria di Porto; gli accertamenti riguardano anche la dinamica della caduta, valutando se sia stata causata da una manovra errata o da un movimento improvviso dell’imbarcazione.
Nessuna autopsia, funerali celebrati
Dopo l’ispezione cadaverica, il medico legale ha deciso di non effettuare l’autopsia: la salma è stata restituita alla famiglia e portata nella chiesa di Santa Teresa a Monreale, dove lunedì 11 agosto sono stati celebrati i funerali.
Un giovane stimato da tutti
Simone, diplomato all’Istituto IPSIA “Enrico Medi” di Palermo e meccanico di professione, era molto stimato dai suoi insegnanti. Una sua docente ha dichiarato: “Simone dolcissimo… è un dolore che squarcia”, esprimendo il lutto della comunità.
Questa tragedia ricorda l’importanza di rispettare le regole di sicurezza nautica e i limiti previsti dalla legge. La vicenda resta sotto osservazione per chiarire eventuali responsabilità.

