Sta per salpare la Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria senza precedenti che raccoglie attivisti, medici, artisti e personalità internazionali con l’obiettivo di sfidare il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza e portare aiuti vitali.
Partenza da Barcellona con la voce di Greta Thunberg
La flottiglia partirà oggi da Barcellona, con una seconda ondata di imbarcazioni prevista il 4 settembre da Tunisia e altri porti del Mediterraneo. A bordo figura Greta Thunberg, tornata protagonista dopo il suo primo viaggio di giugno, finito con l’arresto a seguito dell’interruzione della missione .
In un video promozionale, Thunberg ha dichiarato:
“I governi hanno fallito nel loro dovere di rispettare il diritto internazionale, prevenire crimini di guerra e genocidio. Dobbiamo agire noi.”
Numeri e contenuto della missione
La Global Sumud Flotilla si presenta come la più grande spedizione civile mai organizzata per Gaza, contando attivisti provenienti da 44 Paesi e oltre 15.000 persone registrate. L’obiettivo dichiarato è quello di “aprire un corridoio umanitario guidato dal popolo”, rompendo così l’embargo e garantendo la consegna di cibo, medicinali e altri aiuti urgenti .
Tra i partecipanti spiccano anche figure internazionali come l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau, il politico portoghese Mariana Mortagua, e altri volti noti del mondo della cultura e dell’impegno civile .
Storia recente: i viaggi precedenti e i rischi
Questa missione segue un primo tentativo avvenuto a giugno con la nave Madleen, intercettata dalle autorità israeliane in acque internazionali. A bordo c’erano Greta Thunberg e altri 11 attivisti: tutti furono trattenuti e poi espulsi.
Non solo: un tentativo precedente nella primavera era stato vittima di un attacco con droni. Nonostante ciò, gli organizzatori intendono insistere nel proseguire la missione, definendola urgente e legittima .
La Global Sumud Flotilla rappresenta un nuovo modello di azione umanitaria “dal basso”: uomini e donne che, delusi dalla passività dei governi, scelgono di agire in prima persona. Con lo slogan “Quando il mondo rimane in silenzio, noi salpiamo”, la missione intende trasformare la solidarietà in un’azione concreta, forzando limiti politici e corridoi bloccati.
